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Alla Galleria ItinerArte, Venezia, Rio Terà della Carità -Dorsoduro 1046 (accanto alle Gallerie dell'Accademia)

14 aprile - 1 maggio 2018, "Parafrasi veneziane"

Alla Galleria Cantiere Barche 14, Vicenza, Stradella Barche 14

14 gennaio-28 febbraio 2018, "Giorni di freddo", a cura di Paola Caramel

Alla Galleria ItinerArte, Venezia, Rio Terà della Carità -Dorsoduro 1046 (accanto alle Gallerie dell'Accademia)

5-14 settembre 2017, "Skylines et Silhouettes", nell'ambito della rassegna "AUT-OUT OF-F BIENNALE"

A Castel dell'Ovo, Napoli, nell'ambito del Progetto DRAMATIS PERSONAE.

Dal 16 gennaio al 14 febbraio 2016.

Virgilio Patarini - DRAMATIS PERSONAE 2016. Org.  Zamenhof Art, in collaborazione col Comune di Napoli - Assessorato alla Cultura, e col patrocinio dell'Unesco di Napoli.

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A Palazzo della Racchetta, Ferrara, via Vaspergolo 4,6,6a, Ferrara Art Festival -Extra Time

Dal 21 AL 30 agosto  2015:

Virgilio Patarini - EX-PO(st) 2015

personale antologica

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Presso il Complesso Museale Ricci Oddi. Piacenza, via S.Siro, 13

Dal 16 AL 22 maggio  2015:

Virgilio Patarini - EX-PO(st) 2015

-clicca qui per foto vernissage e allestimento

Alla Galleria Spazio Libero 8, Milano, Alzaia Naviglio Pavese, 8

Dal 18 AL 24 APRILE 2015:

Virgilio Patarini - Giovanni Drogo, NAVIGLI CORSARI E ALTRE STORIE

Alla Galleria del Rivellino, Ferrara, via Baruffaldi, 6

Dal 19 luglio al 3 agosto 2014:

Virgilio Patarini - Luigi Profeta, MEMORIE CONDIVISE

Alla Galleria 20, Torino,

Corso Casale, 85

Dal 10 al 23 maggio 2014:

Virgilio Patarini, ZIBALDONE 2014

Mostra personale di pittura

SPAZIO E, Milano

Stratificazioni

mostra bi-personale di Raffaele De Francesco e Virgilio Patarini

Dal 15 al 28 febbraio 2014

ROCCA VISCONTEA, Lacchiarella (MI), dal 30 nov. al 12 dicembre 2013:

LA RUGGINE E LA LUCE, mostra personale di Virgilio Patarini

 

 

LA SIRENETTA

 

Favola Musicale

 

 

 

 

Prologo Narrativo

 

 

 

LA VOCE DEL MARE

(gioco di voci femminili e musica)

 

 

(A tre voci: una voce-guida, più l’intervento di altre due voci che, alternativamente, riecheggiano o anticipano le parole della voce-guida):

 

C’era una volta, tanto tempo fa                  - Tanto tempo fa -,

Un bel mare pulito e trasparente               - (Risatine) -

Dove la gente poteva ...                              - Nuotare! -

... nuotare ...                                                  - Fare il bagno! -

Fare il bagno, e...                                        - Sguazzare! -

... sguazzare a volontà

 

(ATTACCO MUSICA)

 

(A due  voci alternate):

 

- C’era una volta           - tanto tempo fa,

- Un bel mare pulito      - e trasparente

- Dove la gente             - poteva nuotare

- Fare il bagno              - sguazzare a volontà ...

 

(FINE MUSICA)

 

(A tre voci: una voce-guida più due voci che giocano ripetendo “No”)

 

No ...                                                              - No, no, no, no ... - no. no -

Non si deve pensare che il fondo di quel mare

Fosse uguale identico a quello di adesso,

Ossia un deserto di banchi di sabbia e di sassi.

No ...                                                              - No, no, no, no -

Niente di tutto questo                                  - No, no -

In quel mare di allora era tutto diverso ...

 

(A tre voci: una voce-guida che racconta, un’altra che ripete “C’era una volta tanto tempo fa” come un ritornello, e una terza che sottolinea alcune parole chiave giocandoci sopra)

 

C’erano fauna e flora in grande quantità,

            - C’era una volta, tanto tempo fa -           (ATTACCO MUSICA)

Un’infinità di pesci d’ogni forma o colore,

            - C’era una volta, tanto tempo fa - 

Dalle balene enormi                                    - Balene! -

Alle minuscole aringhe                                - Aringhe ! -

            - C’era una volta, tanto tempo fa - 

Dai pesci-corallo di color rosso    - Rosso rossissimo! -

Ai pesci-palla di colore giallo        - Giallo giallissimo! -

            - C’era una volta, tanto tempo fa -

C’erano prati di alghe

Attraversati da mandrie                  - (Schiocchi di lingua

Di cavallucci marini al galoppo,                    come cavalli al galoppo) -

            - C’era una volta, tanto tempo fa - 

Foreste di corallo,

            - C’era una volta, tanto tempo fa -

Giardini di conchiglie ...

            - C’era una volta, tanto tempo fa -         

 

(A due voci alternate)

 

- C’era una volta         - c’era una volta

- Tanto tempo fa ...

- C’era una volta         - c’era una volta

- Tanto tempo fa         - tanto tempo fa

- C’era una volta tutto questo,

- Tanto tempo fa -

- E c’era anche dell’altro,

- Tanto tempo fa -

- Sul fondo del mare   - sul fondo del mare...     (FINE MUSICA)

 

(A tre voci: una voce-guida che racconta e le altre due che fanno, in coro da contrappunto)

 

Ma soprattutto c’erano grandi città

Abitate da tritoni e da sirene ...                                         - Sirene?! -

Sì, sì, sirene: un popolo di grande civiltà

Che viveva una volta in fondo al mare.

Era questa della gente veramente strana ...                    - Davvero?! -

Fatta come un pesce per metà, e per metà umana.       -Ooh!(risatine)-

Avevano infatti la testa, il tronco e le braccia

Come un essere umano, ma al posto delle gambe ... - Che cosa?! -

Una coda di pesce ...                                              - Una coda di pesce?! -

Sì-sì, proprio così:

Una coda di pesce invece delle gambe

 

(A due voci alternate):

 

- Sì, sì! E le donne avevano tutte capelli lunghissimi

E voci melodiose capaci di incantare.

E gli uomini erano forti e di poche parole.

- Sì, sì! E abitavano case di conchiglia e corallo,

Ed avevano un Re che viveva in un castello

Con le sue sei figliole e la vecchissima madre.

 

(A tre voci: una voce-guida e le altre due in coro)

 

Le sei Principessine erano sei bellissime bambine,

Le più belle dell’intero reame                                - Sì, sì! -

Ma la più bella di tutte era la più piccina              - Oh! -

La sua pelle era delicata e morbida

Come il petalo di una rosa                                     - Ooh!! -

La sua voce più dolce e melodiosa

Di qualsiasi altra cosa                                            - Ooooh ... -

 

(A due voci alternate)

 

- Sì, sì! E le sei Principessine passavano il loro tempo giocando

Nel castello coi pesci...

- Sì, sì! Coi pesci che entravano guizzando

Dalle finestre d’ambra spalancate, nuotavano da loro,

E mangiavano dalle loro mani ...

 

(A tre voci: una voce-guida più due voci a fare da contrappunto)

 

La più piccolina era una bambina davvero un po’ speciale ...

- Speciale? Speciale perché? -

Certo anche a lei piaceva scherzare con i pesci,

Nuotare tra i coralli, cantare a squarciagola,

E giocare a rincorrersi insieme alle sue sorelle,

Eppure ...                                                      - Eppure? -

Eppure, non saprei, ma quando se ne stava

Tutta sola, tra le alghe, sui fondali,

C’era qualcosa nel blu del suo sguardo,

C’era qualcosa che ...                                 - Qualcosa? Che cosa? -

Non saprei. Qualcosa di curioso, ecco,    - Qualcosa di curioso? -

Qualcosa di diverso e misterioso ...          - Diverso e misterioso ... -

(Come se cercasse le parole giuste):

Era come se i suoi occhi ...                        - Che cosa? - Che cosa? -

Era come se i suoi occhi vedessero ciò che altri non vedevano!

Era come se le sue orecchie ...    - Che cosa? - Che cosa? -

Era come se le sue orecchie udissero ciò che altri non udivano

Era come se il suo cuore ...          -(anticipando) Era come se il suo cuore                                     provasse ciò che gli altri non provavano!-

Esatto, sì! Proprio così!       - (risatine) Sì, sì! Proprio così! -

 

(A due voci alternate):

 

- Sì, sì! E a volte la piccola sirena

Si sedeva su uno scoglio, sul fondo,

Chiudeva gli occhi, e riusciva a sentire

Certe canzoni lontane e misteriose

Che provenivano dagli abissi del mare ...(ATTACCO MUSICA)

- Certe canzoni antiche e sconosciute

Che soltanto lei poteva capire,

E che parlavano di cattedrali

Sprofondate sul fondo del mare

E ...

 


 

Prima Scena:

LA SIRENETTA E LA NONNA

 

 

LA SIRENETTA: (trepidante)

            Nonna, nonna, ti prego,

            Parlami del mondo di sopra il mare!

 

LA NONNA: (sorridendo)

            Ancora? Soglioletta mia, ma non sei mai stanca!

 

LA SIRENETTA:

            Nonna, nonna, lo sai che il mondo sopra il mare

            E’ la mia sola, unica, grandissima passione.

 

LA NONNA:

            Lo so, lo so ... Di che vuoi che ti parli?

 

LA SIRENETTA:

            Nonna, nonna, ti prego,

            Raccontami dei pesci

            Che cantano e che volano!

 

LA NONNA: (pazientemente)

            Ti ho detto mille volte che non sono proprio pesci ...

            Se ti ho detto “pesci” la prima volta,

            E’ stato solo per farti comprendere.         

            In realtà il loro vero nome è “uccelli”.

            Si tratta di animaletti leggeri leggeri,

            Con lunghe ali, e ricoperti di piume,

            Che volano tra gli alberi e cantano

            Con voce dolcissima ...

 

LA SIRENETTA: (interrompendola)

            Più dolce della nostra di sirene?

 

LA NONNA:

            Ma certo che no, trigliolina mia! Cosa ti salta in mente?

            (riprendendo il racconto)

            ... Ce ne sono d’ogni forma e colore,

            Ma non tutti cantano così bene.

            I gabbiani, ad esempio, lanciano strilli acuti

            Assolutamente insopportabili ...

 

LA SIRENETTA: (interrompendola di nuovo)

            I gat-tia-ni?

 

LA NONNA: (sorridendo)

            Gab-bia-ni, non gattiani ...

            (riprendendo il racconto)

            ... Sono uccelli che volano

            Sopra il mare e si nutrono di pesci ...

 

LA SIRENETTA: (c.s.)

            Di pesci? E come fanno: sanno nuotare?

 

LA NONNA: (sorridendo)

            Ma no, sciocchina. Si tuffano in mare

            Quando vedono un pesce sotto il pelo dell’acqua,

            Per riaffiorare poi, subito dopo,

            E riprendere il volo con un battito d’ala ...

 

LA SIRENETTA: (c.s.)

            E il pesce?

 

LA NONNA: (prontamente)

            Nel becco!

 

LA SIRENETTA: (meravigliatissima)

            Oooh!

 

LA NONNA:

            Vedrai, vongoletta mia! Sarà la prima cosa

            Che vedrai, quando risalirai a galla.

 

LA SIRENETTA: (entusiasta)

            Non vedo l’ora, nonna!

 

LA NONNA:

            Pazienza ... ci vuole solo pazienza ...

            Lo sai, no?

 

 

LA SIRENETTA:

            Lo so, lo so ...

 

LA NONNA:

            Quando avrai quindici anni potrai salire a galla ...

             E tutte queste cose vedere coi tuoi occhi.

 

LA SIRENETTA: (contemp., come un vecchio ritornello)

            Quando avrò quindici anni potrò salire a galla ...

            E tutte queste cose vedere coi miei occhi!

            Lo so, lo so, nonnina, ma io proprio non resisto!

 

LA NONNA:

            Pazienza ... ci vuole solo pazienza ...

            Ogni cosa a suo tempo.

            Quest’anno la più grande delle tue cinque sorelle maggiori

            Potrà salire a galla e vedere coi suoi occhi

            Il mondo di sopra al mare ... (sorridendo) E così finalmente

            Assillerai qualcun altro, oltre a me,

            Con le tue mille domande sul mondo al di sopra del mare!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA VOCE DEL MARE  

 

(A due voci alternate)

            - Proprio quell’anno, infatti, la - più grande delle sue

            - Cinque sorelle compiva - quindici anni, avendo così

            Il permesso di - risalire a galla per - vedere coi suoi occhi...

 

(A due voci in coro)

            I prodigi del mondo sopra il mare!!

 

Seconda Scena:

LA SIRENETTA E LA PRIMA SORELLA

 

 

LA SIRENETTA: (trepidante)

            Sorellina, ti prego, raccontami ogni cosa!

            Cos’hai visto del mondo sopra il mare?

            Hai visto delle navi? Hai visto degli umani?

            Hai visto dei gattiani?

 

PRIMA SORELLA:

            Con calma, sorellina: una domanda alla volta.

            Da dove vuoi che inizi?

 

LA SIRENETTA:

            Sorellina, ti prego, inizia dall’inizio.

            Qual è la prima cosa che hai veduto?

 

PRIMA SORELLA:

            La prima cosa che ho veduto è stata la luna piena,

(ATTACCO MUSICA)

            Un’enorme sfera luminosa ... nel bel mezzo del cielo ...

            E sulla superficie immobile del mare ...

            Migliaia di scaglie di luce argentata ...

            E poi ... una luce ... una piccola luce

            Poi un’altra, e un’altra ancora: migliaia di piccole luci

            Sparse come perle a manciate nel cielo ...

            Allora ho nuotato verso la riva ...

            Guidata dal fragore crescente del mare ...

            Poi mi sono distesa

            Sulla sabbia, sulla riva del mare,

            Ad ascoltare il canto della luna ...

 

            (FINE MUSICA)

 

 

 

 

 

 

 

 

LA VOCE DEL MARE:

 

(A due voci)

            - Quante volte la piccola sirena

            Si fece raccontare quella storia!

            Quella storia di luna e di stelle ...

            - Quante volte? - Quante volte?!

            - Una volta, due volte, tre volte ...

            - Uh, quante volte!

            - Una volte, dieci volte, cento volte ...

            - Uffa, quante volte!

 

(A una voce):

La piccola sirena si fece raccontare mille volte

Quella storia di luna e di stelle

Finché un anno trascorso e venne il turno

Della seconda delle sue sorelle ...

 

VOCE DELLA NONNA:

            Pazienza ... Ci vuole solo pazienza ...

            Quest’anno la seconda delle tue sorelle

            Potrà salire a galla e vedere coi suoi occhi

            I prodigi del mondo sopra il mare ...

            E così finalmente assillerai qualcun altro

            Oltre a me e la più grande delle tue sorelle,

            Con le tue mille domande sul mondo al di sopra del mare

 

 


 

Terza Scena:

LA SIRENETTA E LA SECONDA SORELLA

 

 

LA SIRENETTA: (trepidante)

            Sorellina, ti prego, raccontami ogni cosa!

            Cos’hai visto del mondo sopra il mare?

            Hai visto delle navi? Hai visto dei gabbiani?

 

SECONDA SORELLA:

            Con calma, sorellina: una domanda alla volta,

            E ti dico ogni cosa. Da dove vuoi che inizi?

 

LA SIRENETTA:

            TI prego, sorellina, inizia dall’inizio:

            Hai visto delle navi?

 

SECONDA SORELLA: (molto lentamente)

Sì ...                                                     (ATTACCO MUSICA)

            Ho visto delle navi ...

 

LA SIRENETTA: (molto lentamente)

            Veramente?! ... Racconta!

 

SECONDA SORELLA: (c.s., come se cercasse le parole)

            Ho visto delle navi, MA ... da molto lontano ...

            Sembravano balene CHE ... scivolavano ...

            Scivolavano tra montagne di ghiaccio ...

            Scivolavano come nuvole nere .., Scivolavano

            Lentamente ... come nuvole nere ...

            Sospinte all’orizzonte da un vento di tempesta

            Rapido e rabbioso ... (pausa)

            Tutta LA superFIcie dello sterminato ... mare

            Era ricoperta di blocchi di ghiaccio d’ogni grandezza

            Che splendevano al sole ... (pausa)

            Blocchi ... di ghiaccio ... simili ... a ... diamanti ...

 

            (FINE MUSICA)

 

 

 

LA VOCE DEL MARE:

 

(A una voce):

La piccola sirena si fece ripetere mille volte

Qulla storia di navi come nuvole nere

E di blocchi di ghiaccio che splendevano al sole,

Finché un anno trascorse, e venne il turno

Della terza sorella ...

 

VOCE DELLA NONNA:

            Pazienza ... Ci vuole solo pazienza ...

            Ogni cosa a suo tempo.

            Quest’anno la terza delle tue sorelle

            Potrà salire a galla e vedere coi suoi occhi

            I prodigi del mondo sopra il mare ...

            E così finalmente assillerai qualcun altro,

            Oltre me la pima e la seconda delle tue sorelle

            Con le tue mille domande ...

 

 


Quarta Scena:

LA SIRENETTA E LA TERZA SORELLA

 

 

(INTRODUZIONE MUSICALE)

 

 

 

SIRENETTA:

            (SOSPENSIONE MUSICA) ...

            Sorellina, ti prego, raccontami ogni cosa!

 

TERZA SORELLA:

            (RIPRESA MUSICA)

            Risalivo la corrente d’un fiume,

            Quando mi si è presentato dinnanzi

            Uno spettacolo meraviglioso ...

            Interminabili colline coperte da foreste d’alberi

            Che sfilavano davanti ai miei occhi ...

 

SIRENETTA: (interrompendola)

            Per caso hai visto anche degli uccellini?

 

TERZA SORELLA:

            Oh, sì! C’erano due uccelletti sulla cima d’un albero,

            Due uccelletti piccini piccini che litigavano,

            Si beccavano, trilleggiavano, cippettavano,

            Briccheggiavano, criccheggiavano, tric-trac,

            bric-brac, cric-crac ... (ecc.)

 

            (MUSICA e BALLETTO degli “scherzi”)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA VOCE DEL MARE:

(gioco di voci femminili con due “apparizioni”)

 

(A una voce):

 

La piccola sirena si fece raccontare mille volte

Quella storia d’uccelletti cinguettanti e litigiosi,

Finché un anno trascorse, e venne il turno

Della quarta sorella ...

 

 

(Appaiono la SIRENETTA e la QUARTA SORELLA)

 

VOCE DELLA SIRENETTA: (in lontananza)

            Sorellina, ti prego, raccontami ognicosa!

 

VOCE DELLA QUARTA SORELLA: (in lontananza)

            Con calma, sorellina: una domanda alla volta ...

 

(La SIRENETTA e la QUARTA SORELLA confabulano tra di loro, ma senza che si senta quello che dicono: la voce del mare - o la musica - sovrasta le loro voci)

 

(A una voce, riprendendo il discorso)

 

Naturalmente la quarta sirena

Al suo ritorno raccontò ogni cosa

Alla sorellina così curiosa.

E rispose a tutte le sue domande

Spiegando e rispiegando ogni cosa nel dettaglio

Per lo meno, più o meno, un migliaio di volte,

Finché un anno trascorse e venne il turno

Della quinta sorella ...

 

(Appaiono la SIRENETTA e la QUINTA SORELLA)

 

VOCE DELLA SIRENETTA: (in lontananza)

            Sorella, sorellina, raccontami ogni cosa!

 

VOCE DELLA QUINTA SORELLA: (in lontananza)

            Con calma, sorellina, e ti racconto ogni cosa ...

 

(La SIRENETTA e la QUINTA SORELLA confabulano tra di loro, ma la voce del mare - o la musica - sovrasta le loro parole) 

 

(A una voce):

 

Anche la quinta ed ultima sorella

Venne sottoposta al fuoco di fila

Delle mille domande della più piccolina

Mille e mille domande, finché un anno trascorse,

E venne il turno, infine, dell’ultima sirena ...


Quinta Scena:

LA NONNA E LA SIRENETTA

 

 

 

LA NONNA:

            Ti ricordi quello che ti dicevo?

            «Si tratta solo di saper aspettare»

            E poi: «Pazienza!»

 

LA SIRENETTA: (imitando la voce della nonna)

            «Pazienza, ci vuole solo pazienza!»

 

LA NONNA: (proseguendo)

            Proprio così: «Ci vuol solo pazienza»

            «Ogni cosa a suo tempo» ...

            Ebbene, quest’anno il tempo è arrivato!

            Quest’anno, nipotina, compirai quindici anni

            E avrai così il permesso di risalire a galla

            Per vedere coi tuoi occhi il mondo di sopra il mare ...

            Immagino sarai contenta.

 

LA SIRENETTA: (annuendo entusiasta)

            Sì, sì!

 

(A questo punto potrebbe udirsi come l’eco di voci lontane -le voci del mare- che ridacchiano e ripetono in coro: «Sì, sì! Sì, sì!»)

 

LA NONNA: (con fare misterioso)

            Beh, anch’io sono contenta ...

 

LA SIRENETTA: (incuriosita)

            Anche tu?

 

LA NONNA: (sempre più misteriosa)

            Sì, credo di sì ... Anzi: sì, sicuramente!

 

(Di nuovo potrebbero udirsi delle voci lontane che ridacchiano e ripetono canzonando: «Sì, sì! proprio così!»)

 

LA SIRENETTA: (sempre più incuriosita)

            E perché?

 

LA NONNA: (divertita)

            Perché?! Ma perché così finalmente

            Non assillerai più nessuno con le tue mille domande!

            (tornando apparentemente seria) Nessuno, no ... Nessuno!

            (contando sulla punta delle dita)

            Né me, né la prima, né la seconda,

            Né la terza, né la quarta, e neppure la quinta

            Delle tue cinque sorelle ... E in famiglia

            Staremo tutti quanti più tranquilli! (pausa)

            Ma non credere poi che sarà tanto facile ...

 

LA SIRENETTA: (incuriosita)

            Perché non sarà facile?

 

LA NONNA:

            La cerimonia è lunga e complicata.

 

LA SIRENETTA: (meravigliata)

            Ce-ri-mo-nia? (preoccupata) Di che cosa si tratta?

 

LA NONNA:

            Non devi aver paura. Ci sarò io ad aiutarti.

            Si tratta soltanto di prepararsi nel migliore dei modi.

            (Mentre racconta, la nonna potrebbe effettivamente compiere, o mimare, l’azione di adornare la nipote con gli oggetti che man-mano va elencando):

            Ti cingerai la fronte con corone di gigli,

            E il collo con tre giri di collane di perle;

            Ai polsi infilerai bracciali di conchiglie;

            Ed ai lobi delle orecchie applicherai

            Minuscoli orecchini di corallo;

            E sotto, lungo la coda di pesce,

            Una fila di ostriche bianche e gialle

            E mille pendagli di madreperla ...

            Poi ascolterai le raccomandazioni

            E i consigli di tutto il parentado,

            E solamente allora sarai pronta

            Per poter salire a galla, leggera

            Come una bolla d’aria ...

 

 

LA SIRENETTA: (sgranando gli occhi)

            Leggera come una ... No, no, nonnina,

            Non credo proprio!

 

LA NONNA: (meravigliata)

            Ah no?

 

LA SIRENETTA: (ridendo)

            Eh , no. Non credo ...

            Io leggera come una bolla d’aria ...

            Con tutta quanta quella roba addosso?

 


Intermezzo Narrativo

 

 

 

LA VOCE DEL MARE

(gioco di voci, musica e interventi della Sirenetta)

 

(A tre voci)

 

E così quel momento tanto atteso

Arrivò finalmente anche per lei.

            - Nonostante il carico di - corone - collane - ostriche - perle.

              Orecchini - pendagli - e bracciali di conchiglie...

La piccola sirena risale in superficie in un momento, 

                                                           - In un lampo! - in un battibaleno! -

Poiché il suo desiderio di veder le meraviglie del mondo

E’ più forte di qualsiasi impedimento ...

 

(Ad una voce)

 

La piccola sirena riaffiora proprio quando

Il sole come una palla di fuoco

Sta già tramontando:

Spettacolo davvero non da poco!

 

(A tre voci)

 

E a questo punto lei che cosa vede?

- che cosa vede? - che cosa vede? -

E a questo punto tu che cosa vedi? 

                                                                - che cosa vedi? - che cosa vedi?

 

LA SIRENETTA: (rispondendo alla domanda del mare)

            Ci sono schiere di nuvole chiare           (ATTACCO MUSICA)

            Che scivolano sopra la linea

            Dell’orizzonte molto lentamente,                 - Molto lentamente! -

            Come drappelli di meduse rosa,

                        - Come drappelli di meduse rosa! -

            Mentre il sole sparisce all’orizzonte

            E loro svelte svelte cambiano di colore, - Svelte svelte! -

            Trasformandosi in schiere di nuvole scure

            Che lentamente sfilano sull’orizzonte      - Molto lentamente! -

            Come drappelli di meduse viola ...

                        - Come drappelli di meduse viola! -

            E una nave nera con tre alberi e senza vele spiegate    

                                                                                   - Una nave!-

            Plana piano sopra il pelo dell’acqua          - Molto lentamente! -

            Come una grande balena trafitta da lunghissimi arpioni

                        - Come una grande balena ... -

                                                                                        (FINE MUSICA)

(A una voce)

           

Nel frattempo era calata la sera,

Il cielo s’era cosparso di stelle

E tra le nuvole sorse la luna ...

 

LA SIRENETTA: (estasiata)

            Oooh ...

            Proprio come diceva la prima delle mie cinque sorelle ...

           

VOCE DELLA PRIMA SORELLA: (come un’eco lontana)

            Un’enorme sfera luminosa nel bel mezzo del cielo

            E sulla superficie immobile del mare

            Migliaia di scaglie di luce argentata ...

 

(A una voce)

 

Tutta la nave era piena di gente.

Si sentiva della musica allegra

Che proveniva da sotto coperta.

 

(A tre voci)

 

Sul ponte i marinai cantavano e ballavano   - Cantavano e ballavano?!

Sì, sì! Proprio così: cantavano e ballavano.

Sulla nave infatti c’era una festa                    - Una festa?! (risatine) -

La piccola sirena non aveva mai visto

Una festa di umani, perciò si avvicinò

Per poterli osservare ...

           

LA SIRENETTA: (ridendo)

            Come sono ridicoli con quelle loro gambe secche secche

            Al posto della coda! Sono così sgraziati!

            Saltellano come granchi a due zampe ...

            E poi sono stonati ... Uh, come sono stonati!

            (trasalendo) Ehi! Ma chi sarà quello? Davvero niente male!

            E’ giovane e bello come un tritone

            E come si muove bene! (estasiata) Danza così leggero!

            Come se fosse sospeso a mezz’acqua ...

            (sospirando) Occhi e capelli scuri ... Sguardo fiero ...

            Dev’essere come minimo un nobile!

            Forse un principe o qualcosa di simile ...

 

(La SIRENETTA scompare)

 

(A tre voci)

 

Nel frattempo dal profondo del mare

Si sentiva salire come un sordo brusìo

            - Come se qualcosa di oscuro e grave

            Si preparasse contro quella nave ...

            - Come se l’ombra nera di una tempesta

            Si profilasse sopra quella festa ... 

Improvviso si alzò un soffio di vento

            - Un soffio di vento leggero leggero

            Come il respiro leggero di un bimbo - 

Ed allora il veliero dispiegò le sue vele

E si mise a filare più veloce

Sulla cresta dell’onda leggermente increspata

            - Ma ben presto il respiro leggero di quel vento

            Divenne più pesante, affannoso, ansimante ... -

Il veliero correva tra le onde, a mozzafiato,

Inseguito, braccato dalla mano

Nera e minacciosa dell’uragano che rapido avanzava ...

Le onde si sollevavano, si sollevavano sempre più in alto,

Come enormi montagne blu cobalto ...

            - Il respiro ansimante di quel vento

            Era sempre più forte, più violento ... - 

Nuvole nere oscuravano il cielo,

Mentre la nave si tuffava tra le onde,

Ingaggiando la sua lotta disperata.

            - Ora il buio era pesto, e non si vedeva nulla,

            - Ora i lampi rischiaravano a giorno.

            - Il respiro ansimante di quel vento

            Era sempre più forte, più violento ...

Il veliero in balia della tempesta

Spariva e riappariva, come un sogno, un fantasma,

Gemeva e scricchiolava ... Ingaggiava contro il mare

Una lotta senza alcuna speranza

Alla fine cedette, trafitto dall’impatto spaventoso

Di un’onda gigantesca, venuta dritta dritta

Dal cuore tenebroso della tempesta ...

            - L’albero maestro si spezzò in due,

            - Le due fiancate furono sfondate,

            - Il mare si aprì un varco tra le travi,

            - La stiva s’allagò, con uno schianto ...

            - Poi la nave si coricò sul fianco ...

 

 

(A una voce)

 

La piccola sirena non esitò un istante:

Doveva muoversi, darsi da fare, prima che fosse tardi,

Prima che il mare inghiottisse la nave!

Si lanciò tra le onde della tempesta,

Tuffandosi là dove aveva visto

Il suo bel Principe che andava a fondo:

Nuotò velocemente come un’anguilla,

Lo raggiunse, lo afferrò stretto stretto,

E lo riportò a galla, appena in tempo,

Prima che egli affogasse.

La piccola sirena nuotò tutta la notte,

In mezzo alla tempesta,

Tirandosi dietro il Principe svenuto,

In direzione della terraferma

All’alba la tempesta era passata.

Della nave naufragata non c’era

Più nulla ... Nulla! Neppure un relitto!

La piccola sirena avvistò la terra-ferma

«Coraggio, coraggio, un ultimo sforzo»

Si disse piano piano ...

 

(Ricompare La SIRENETTA)

 

LA SIRENETTA: (ansimante)

            Coraggio, coraggio, un ultimo sforzo ...

            Un ultimo sforzo e lui sarà salvo ...

            Lo trascinerò fino sulla spiaggia

            Di quell’insenatura ... Ci sono delle case ...

            Non avere paura, mio bel Principe,

            Qualcuno verrà e ti soccorrerà ...

 

(A una voce)

           

La piccola sirena lo depose

Dolcemente sulla riva del mare

Poi si nascose in acqua, tra gli scogli,

Ad aspettare che qualcuno arrivasse.

Dopo qualche tempo qualcuno arrivò,

Vide il Principe per terra svenuto,

Lo soccorse ... Il Principe si riprese,

Si alzò, si guardò intorno spaesato,

Guardò verso il mare ... Un vago ricordo

Riaffiorò nella sua mente. Sorrise ...

Chissà, forse pensava a quella strana creatura

Che, apparsa come in sogno, lo aveva tratto in salvo

O forse solo e soltanto allo scampato pericolo ...

In ogni caso la strana creatura faceva già ritorno

Al suo mondo lontano, in fondo al mare ...

 

 


Sesta Scena:

LA SIRENETTA E LA NONNA 

 

 

 

LA SIRENETTA:

            Nonna, se tu sapessi che cosa m’è successo!

 

LA NONNA:

            Che cosa t’è successo, nipotina?

 

LA SIRENETTA:

            Una cosa ... Una cosa meravigliosa!

 

LA NONNA:

            Meravigliosa?!

 

LA SIRENETTA:

            Sì, sì, proprio così: meravigliosa!           -Sì, sì-Sì, sì, proprio così!

 

LA NONNA:

            Coraggio allora. Racconta ogni cosa!

 

LA SIRENETTA:

            C’era una nave in mezzo a una tempesta,

                        una tempesta furiosa ...

 

LA NONNA: (borbottando)

            Beh, questa non mi sembra una cosa così meravigliosa ...

 

LA SIRENETTA:

            Nonnina, aspetta, non ho terminato!

            A un certo punto un’onda prodigiosa

            Ha schiantato la nave ...

 

LA NONNA: (c.s.)

            Nemmeno questa mi sembra una cosa tanto meravigliosa!

 

LA SIRENETTA:

            Aspetta, nonnina, non ho finito!

            La nave allora è colata giù a picco,

            Con tutto l’equipaggio.

 

LA NONNA:

            Acciughina mia, scusami se insisto,

            Ma neanche questa mi sembra una cosa così meravigliosa!

 

LA SIRENETTA:

            Pazienza, nonnina, non ho concluso ...

            Ogni cosa a suo tempo ... Ma dov’ero rimasta?

 

LA NONNA:

            Alla nave affondata con tutto l’equipaggio.

 

LA SIRENETTA:

            Ecco, sì ... Allora mi sono tuffata nell’acqua al savaltaggio!

            Ho nuotato svelta come una triglia

            E in un lampo ho raggiunto il mio bel Principe

            Che stava già affogando ...

 

LA NONNA: (interrompendola)

            Principe? Quale Principe?

 

LA SIRENETTA:

            Ma, nonna, come quale? Il Principe della festa!

 

LA NONNA:

            Ah, ecco, sì, ecco ... il Principe della festa ...

            Ma quale festa, scusa?

 

LA SIRENETTA:

            Lascia perdere, nonna, non importa ...

            Ma dov’ero rimasta?

 

LA NONNA: (confusa)

            Alla nave affondata con tutto l’equipaggio ...

            Anzi no, al salvataggio!

 

LA SIRENETTA:

            Ecco, sì ... E così ho tratto in salvo il Principe,

            Nuotando tutta notte, fino all’alba,

            E lasciandolo poi su di una spiaggia ...

 

(Pausa)

           

LA NONNA:

            Adesso hai terminato?

 

LA SIRENETTA: (annuisce)

 

LA NONNA: (perplessa)

            C’è solo una cosa che m’è sfuggita ...

            Non so, forse l’hai detta, ed io non l’ho sentita ...

            Sto diventando vecchia, lo sai? sempre più vecchia ...

            Ma quale sarebbe poi questa cosa

            Così meravigliosa?

 

LA SIRENETTA: (sospirando)

            Mi sono innamorata!

 

LA NONNA: (sgranando gli occhi)

            Innamorata?! E di chi?

 

LA SIRENETTA:

            Ma come di chi, nonna! Ma del Principe, no?

            E sì, stai proprio diventando vecchia!

 

LA NONNA: (ancora un po’ confusa)

            Ah, sì, del Principe, certo, del Principe ...

            Ma quale Principe? Aspetta, non dirmelo.

            Indovino ... Il Principe della festa!

 

LA SIRENETTA: (annuisce)

           

LA NONNA: (da principio è tutta soddisfatta, gongolante d’aver indovinato, ma poi d’improvviso un pensiero spaventoso le fa sgranare gli occhi)

            Ma, conchiglietta mia, è un essere umano!

 

LA SIRENETTA: (sospira)

 

LA NONNA: (agitandosi)

            No, dico, non sarai mica impazzita?

            Innamorarsi di un essere umano ...

            Cose dell’altro mondo! Sì, sì, proprio così:

- Sì, sì, proprio così! - Sì, sì! -

            Cose del mondo al di sopra del mare!

            E magari adesso vorresti anche sposarlo, eh?

 

LA SIRENETTA: (sospira di nuovo)

 

LA NONNA: (agitatissima)

            Oh, povera me! La mia nipotina

            E’ impazzita! S’è messa a sragionare!

            Sposarsi con un essere umano:

            Cose dell’altro mondo!

            Cose del mondo al di sopra del mare!

            Già, ma non è possibile! No, no ... non è possibile ...

- No, no - No, no, no, no ... -

            Per via della coda di pesce, dico ...

 

LA SIRENETTA: (sospira ancora una volta)

 

LA NONNA: (ancora più agitata)

            Eh no, è proprio impossibile ...

            Impossibile, sì...proprio così...       - Sì, sì, proprio così! - Sì, sì! -

            (trascinata dal vortice dei suoi stessi ragionamenti)

            Bisognerebbe che lei trasformasse         

            La sua coda di pesce in un bel paio di gambe ...

            Cosa che neanche la Strega del Mare

            Sarebbe in grado di fare! Per quanto ...

            Chissà, forse ... Una cosa così atroce,

            Giusto soltanto la Strega del Mare

            Potrebbe escogitare la maniera

            Di renderla possibile, con qualche suo incantesimo ...

 

LA SIRENETTA (prende fiato, come se volesse sospirare per l’ennesima volta, ma si blocca all’improvviso, colpita dalle ultime parole della Nonna, e si volta a guardarla stupita; quindi, dopo un istante, s’illumina in viso, come se un’idea inaudita le fosse balenata nella mente).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA VOCE DEL MARE

(gioco di voci, apparizione e canzone della Sirenetta)

 

(A tre voci)

 

Eh, sì, la piccola sirena s’era davvero innamorata

- Innamorata?! (risatine) -

E non passava giorno che lei non ripensasse al suo bel Principe...

 

(Compare LA SIRENETTA)

 

            - Sì, sì, proprio così! - Lei se ne andava in giro triste triste.

            - Nuotando tra i fondali - Con la testa tra le onde!

            - Sospirando e pensando al mondo di sopra il mare

            - E al suo bel Principe; che non sapeva

            Niente di lei: neppure che esisteva!

 

(A una voce)                                                         (ATTACCO MUSICA)

 

Lei se ne andava in giro mogia mogia,

Sospirando e cantando certe canzoni tristi

Che soltanto lei sapeva cantare ...

(ACCENNO CANZONE)

 

(LA SIRENETTA s’aggira pensosa sulla scena)

 

(A tre voci)

 

Era proprio un amore disperato!                  - (sospiri) -

Che cosa avrebbe mai potuto fare?

Loro due erano così diversi; erano così lontani:

            - lui un essere umano - lei una sirena ...

            - lui sopra la terra - lei in fondo al mare ...

C’era solo una cosa, soltanto una persona ...

- Una persona? - Quale persona? -.

Beh, non proprio una persona ...       - Che cosa? - Che cosa? -

Una cosa mostruosa, spaventosa ...

Un essere davvero misterioso

Che viveva negli abissi del mare ...

 

 

 

 

LA SIRENETTA: (folgorata da un’improvvisa illuminazione)

            La Strega! La Vecchia Strega del Mare!

            Soltanto lei mi potrebbe aiutare ...

            Devo andarla a trovare!

 

(A una voce)

 

La piccola sirena decise sull’istante

Di far visita alla Strega del Mare,

E si mise a nuotare, svelta come una sogliola,

Verso gli abissi oscuri e minacciosi

Dove, sapeva, viveva la Strega ...

(ATTACCO MUSICA)

 

(LA SIRENETTA nuota verso gli abissi oscuri e minacciosi: potrebbe, ad esempio, scendere in platea; oppure mimare, sul posto, una corsa vertiginosa tra i flutti ...)

 

(A due voci)

 

            - Serviva del coraggio - per fare questo viaggio:

            - Doveva attraversare - le paludi del mare,

            - Vortici tumultuosi - abissi minacciosi,

            - Desolati fondali - popolati di squali,

            - Distese di sterpi - e sassi, covi di serpi,

            - Di piovre, di murene - affamate di sirene ...

            - Una vera avventura - in luoghi da far paura;

            Disseminati di ossa - di poveri animali

            Caduti nella morsa - di murene o di squali ...

 

(A una voce)

 

E di ossa era costruita anche la casa

Di quella vecchia fattucchiera Maga

Detta da tutti la Strega del Mare

 


Settima Scena

LA SIRENETTA E LA STREGA

 

 

 

La vecchia Strega del Mare se ne sta davanti ad un enorme pentolone che ribolle. In mano tiene uno specchio. La Sirenetta compare alle sue spalle.

 

LA STREGA: (guardando la Sirenetta attraverso lo specchio, senza voltarsi)

            E tu chi sei? Che vuoi? Che vai cercando,

            Minuscola e insulsa lisca di pesce?

 

LA SIRENETTA: (prende fiato, sta per parlare ...)

 

LA STREGA: (interrompendola)

            Zitta, zitta! Non dirmi nulla.

            Aspetta che indovino ...

            (tra sé) Adoro indovinare!

            In fondo è il mio mestiere.

            (scrutandola attraverso lo specchio)

            Tu sei ... una principessa!

            Sì, sì, proprio così...                                  - Sì, sì, proprio così! -

            (continuando a scrutarla)

            Sei risalita a galla

            Durante una tempesta

            E hai perduto la testa

            Per un essere umano ...                           - Sì, sì, proprio così! -

            Così hai pensato bene

            Di venirmi a trovare

            Per chiedermi un favore,

            Una cosa da nulla ...

            Trasformar la tua coda

            Di piccola sirena

            In gambe di fanciulla ...

            E’ così, non è vero?

 

LA SIRENETTA: (stupitissima)

            Sì, sì ... proprio così ...

 

 

LA STREGA: (stizzita)

            Non c’è nessun bisogno che confermi,

            Minuscola e insulsa lisca di pesce:

            Non era una domanda.

 

LA SIRENETTA: (incuriosita)

            Ma tu come hai fatto ad indovinare?

 

LA STREGA:

            Indovina!

 

LA SIRENETTA: (esitante)

            Sei ... la Strega del Mare?

 

LA STREGA: (orgogliosamente)

            Conosci qualcun altro

            Capace di appiccare

            Un fuoco in fondo al mare?

 

LA SIRENETTA:

            No ... direi di no ...                                - No, no - No, no, no, no ... -

 

LA STREGA: (sfregandosi le mani, dopo averci sputato sopra)

            Bene, bene, bene ...

            Ora che conoscenza abbiamo fatto ...

            Non ci resta che stipulare il patto!

            (senza voltarsi le allunga una mano)

 

LA SIRENETTA: (guardando perplessa la mano protesa)

            Il patto ?! Quale patto?

 

LA STREGA: (voltandosi di scatto e guardandola dritto negli occhi)

            In cambio delle gambe che mi dai?

 

LA SIRENETTA: (sempre perplessa)

            Davvero tu puoi darmi delle gambe?

 

LA STREGA: (voltandosi di nuovo, e tornando a guardarla attraverso lo specchio)

            Dipende solo da quante ne vuoi.

            (Pausa) Ebbene, quante ne vuoi? Dieci, venti ...

 

LA SIRENETTA:

            Veramente ne vorrei solo due.

 

LA STREGA: (continuando a guardarla attraverso lo specchio)

            Be’, allora si può fare.

            Sai com’è, se tu me ne avessi chieste,

            Che so, mille o duemila ... ma solo due!

            Non c’è nessun problema ...

            Solo una piccola formalità, ecco ...

 

LA SIRENETTA: (sospettosa)

            Quale formalità?

 

LA STREGA: (tornando di nuovo alla carica)

            In cambio delle gambe che mi dai?

 

LA SIRENETTA:

            Che cosa posso darti?

 

LA STREGA: (girandole intorno ed esaminandola accuratamente)

            Dunque, dunque. Vediamo ...

            In cambio delle gambe di fanciulla.

            Voglio una piccola cosa da nulla,

            Da chiudere in questo guscio di noce ...

 

LA SIRENETTA: (sospettosa)

            Di che parli?

 

LA STREGA: (fulminea)

            Parlo della tua voce!

 

LA SIRENETTA: (meravigliatissima)

            La mia voce?! Ma che te ne farai?

 

LA STREGA:

            Di questo tu non ti preoccupare.

            Dimmi, allora: ci stai?

 

LA SIRENETTA: (indugiando)

            La mia voce ...? Non so ... no ... non saprei ...

            (Dopo averci riflettuto)

            E poi come potrei, così, senza la voce

            Dirgli tutto il mio amore?

 

LA STREGA: (girandole intorno, con voce suadente, quasi fosse un incantesimo)

            Avrai sempre il tuo sguardo

            D’un azzurro profondo,

            Che è la lenza migliore

            Per catturare il cuore

            D’un essere mortale.

            Avrai passi di danza

            D’una dolce eleganza,

            Anche se camminare

            Ti farà molto male ...

            Sì, sì, proprio così:                                    - Sì, sì, proprio così! -

            Avrai passi di danza

            Cadenzati e suadenti,

            Come le onde battenti

            Sulle rive del mare;

            E sorrisi ammalianti

            Come reti intriganti ...                               - Sì, sì, proprio così! -

            Ma soprattutto avrai

            Un bel paio di gambe

            Con cui corrergli dietro

            Senza mollarlo mai.

            (Bruscamente, spezzando l’incantesimo)

            Allora, dì, ci stai?

 

LA SIRENETTA: (perplessa)

            Non so, non son convinta ...

 

LA STREGA: (incalzante)

            Coraggio, svelta, svelta:

            E’ l’ora della scelta.

            Non bisogna indugiare

            Con la Strega del Mare!

 

LA SIRENETTA: (preoccupata)

            Sentirò molto male?

 

LA STREGA: (sbrigativa)

            Sentirai le tue gambe

            Punzecchiate da mille

            Punzecchiate di spilli

            E inutili saranno

            Tutti quanti i tuoi strilli ...

            Poiché saranno muti ...

            (cambiando tono)

            Allora, dì, hai deciso?

 

LA SIRENETTA: (esitante)

            Non so, no ... Non saprei ...

 

LA STREGA: (incalzante)

            Coraggio, svelta, svelta,

            Che è l’ora della scelta!

            Fa’ quel che devi fare

            E più non ci pensare.

 

LA SIRENETTA:

            E se poi cambio idea?

 

LA STREGA: (sibillina)

            Dopo l’alta marea

            Può sempre poi seguire

            Un’onda di riflusso

            Che faccia, il giorno appresso,

            Tornare tutta l’acqua

            Nell’alveo di partenza ...

            Ma occorre un’altra luna

            Che abbia altrettanta forza ...

 

LA SIRENETTA: (confusa)

            Non ho capito un’acca ...

           

LA STREGA: (spiegandosi)

            Quel che volevo dire

            E’ che solo e soltanto

            Un altro sacrificio

            Può riscattare domani

            Ciò che tu hai barattato

            Quest’oggi qui con me ...

            (cambiando tono)

            Allora, dì, ci siamo?

 

LA SIRENETTA: (tergiversando)

            E se ne riparliamo un’altra volta?

 

LA STREGA: (fulminea)

            Sarebbe troppo tardi.

            (incalzante)

            Se aspetti ancora un poco

            Si spegne questo fuoco,

            E termina il momento

            Di questo incantamento ...

            Per cui decidi svelta,

            Che è l’ora della scelta!

            Accetta questo scambio:

            La voce per le gambe.

            Non te ne pentirai.

            Vedrai, vedrai, vedrai!

            (cambiando tono)

            Allora, dì, che fai?

            Ci stai, oppure no?

 

LA SIRENETTA: (dopo una lunga pausa, decisa)

            Ci sto.

 

LA STREGA: (in tripudio)

            Evviva! Alla buon’ora!

            Fiato alle trombe allora!

            (Sfregandosi le mani)

            Se tutto è stabilito,

            Partiamo con il rito ...

 

LA SIRENETTA:

            Il rito? Quale rito?

 

LA STREGA: (sbrigativa)

            Tu non ti preoccupare,

            Che questo qui è un affare

            Per la Strega del Mare.

 

LA SIRENETTA:

            Ed io che debbo fare?

 

LA STREGA:

            Restartene a guardare.

            (sollevando le mani, in posa ieratica, inizia il “rito”)

            Tre volte il pesce-gatto ha miagolato,

            Tre volte il riccio di mare ha squittito,

            Tre volte l’osso di seppia ha gridato:

            - E’ l’ora! E’ l’ora! E’ l’ora!

            (girando intorno al pentolone e gettandovi dentro ogni sorta di corbellerie)

            Gira, vecchia, gira intorno alla secchia,

            Getta nell’acqua che scotta ventresca

            Di balena morta e ormai putrefatta,

            Polvere di conchiglia,

            Frammenti di una chiglia,

            Denti di pesce-cane,

            Lische di capitone,

            Frattaglie di salmone,

            Brandelli di una vela,

            Capelli di sirena,

            Veleno di murena,

            Criniera di cavalluccio marino,

            Punta di pesce-spada,

            Scaglie di pesce luna,

            Maglie di una vecchia rete da pesca.

            E alla fine, ancora,

            Ventresca di balena,

            Perché il cerchio si chiuda

            E il rito si concluda ...

            Poi gira, mesci, mischia,

            Mescola la brodaglia,

            E tutto quanto è fatto.

            Il miscuglio è finito,

            L’intruglio preparato;

            Il rito perpetrato ...

            (porgendo alla Sirenetta una fiala immersa nel pentolone)

            Non ti resta che berlo

            E aspettarne l’effetto

            Nuotando in superficie ...


Epilogo Narrativo

 

 

 

LA VOCE DEL MARE

(gioco di voci femminili canzone, apparizioni)

 

 

(A tre voci)

 

La piccola sirena risalì in superficie

Dalle oscure profondità del mare,            - dalle profondità! -

Nel cuore della notte, lasciandosi cullare

Dalle onde del mare ...

            - Dalle onde del mare ... -

 

(compare LA SIRENETTA)

 

(A tre voci)

 

L’idea di lasciare per sempre la sua vita,

La nonna, le sorelle, sul fondo di quel mare ...

            - Sul fondo del mare -

Tutto questo le apriva una profonda ferita         - profonda! -

Che le dava dolore nel profondo del cuore        - nel profondo! -

Soltanto la speranza di conquistare il Principe

Con qualche dolce danza la consolava un poco.

Sì, sì: proprio così.                                              - Sì, sì, proprio così! -

Soltanto la speranza, e la musica che aveva

Nel fondo del suo cuore

            - Nel fondo del cuore ... -        

(ATTACCO CANZONE, poi interrotta)

(A tre voci)

 

Ma ecco, all’improvviso, qualcosa accade!     - Qualcosa? Che cosa? -

Come una corda tesa che si spezza,

La sua voce s’arresta, e lei smette di cantare  - Oooh ... -

Un acuto dolore le parte dalla gola

E le attraversa tutto quanto il corpo,

Come mille punzecchiate di spilli,

Dalle spalle, sui fianchi, e poi giù-giù, fino ai piedi... - Fino ai piedi?! -

Sì, sì, proprio così: fino ai piedi.                       - Sì, sì, proprio così! -

Poiché proprio in quell’istante preciso

La piccola sirena perdeva la sua voce,

Ma intanto s’accorgeva che al posto della coda

Aveva delle gambe, con tanto di piedini ...       - Oooh ... -

Avrebbe voluto poter gridare

Tutto il male e tutta la contentezza

Che provava, con un acuto solo,

Ma la voce per gridare, cantare,

O anche solo parlare, era perduta,

Perduta in fondo al mare.

La piccola sirena era ormai diventata ...

Una fanciulla muta.                                            - Oooh ... -

Il filtro aveva fatto il suo nefasto effetto,

E la trasformazione era avvenuta.

 

(A due voci)

 

            - La piccola sirena nuotò fino alla riva,

            Anche se fece molta più fatica.

            Quelle due cose, infatti ...

            - (interrompendo) Quali cose? -

            - Quelle che aveva al posto della coda ...

            - Le gambe! -

            - Ecco, sì, proprio quelle ...

            Ebbene quelle due cose ... - le gambe .-

            Non erano certo gran ché d’aiuto

            Per muoversi nell’acqua ...

            - Così riuscì a raggiungere la riva solo all’alba,

            Stremata per lo sforzo ...

            - E cadde sulla spiaggia addormentata ...

 

(Appaiono il PRINCIPE e la SIRENETTA: la Sirenetta è stesa per terra. Il Principe si china su di lei)

 

(A una voce)

 

Sulla spiaggia, addormentata: così

La ritrovò il Principe quella stessa mattina,

Mentre faceva la solita sua passeggiatina

Sulla riva del mare. E subito la soccorse,

Le domandò chi fosse, di dove provenisse,

Come fosse arrivata a quella spiaggia.

Ma lei non rispondeva. Lo guardava coi suoi occhi

Azzurri come il mare, e sorrideva.

Silenziosa, senza dire parola ...

 

(A tre voci: la prima fa la parte del Principe, con voce artefatta; la seconda racconta; la terza fa i commentini)

 

«Perché non mi rispondi?»,

Le chiese ad un certo punto il bel Principe

«Forse sei una straniera ... Capisci quel che dico?»

La piccola sirena fece cenno di sì            - Sì, sì! Sì, si! -

«Non sarai mica muta!»                           

La piccola sirena tristemente annuì.         - Sì, sì, proprio così! -

«Mi piacciono le donne silenziose.

Non sono mai noiose.

E poi, si sa, il fiume più silenzioso

Spesso è anche il più profondo»

 

(A una voce)

 

Detto questo, egli la prese per mano,

E la condusse con sé  nel suo castello.

 

(A due voci)

 

            - Lei camminava leggera al suo fianco ...

            - Leggera, sì, come una bolla d’aria

            Che risalga su a galla!

            - Lei camminava sinuosa al suo fianco ...

            - Sinuosa, sì, come un’onda che lambisca la spiaggia!

            - Lei camminava in silenzio al suo fianco ...

            - Silenziosa, sì, come un flusso profondo d’acqua sottomarina ...

            - E tutti si voltavano a guardarla!

 

(A una voce)

 

Una volta che fu giunta al castello,

Le diedero un vestito molto bello

Quella sera stessa c’era una festa,

A cui, naturalmente, il Principe la invitò,

Come ospite d’onore, prenotandole anche un ballo.

E a lei tutto questo sembrava troppo bello,

Troppo bello, sì, per essere vero!

Poter restare vicino al suo amore,

Poter danzare con lui,

Poter danzare per lui ...

 

(Compare LA SIRENETTA la quale accenna alcuni passi di danza)

 

(A tre voci)

 

Non aveva bisogno d’ascoltare nessuna

Musica per danzare,

Poiché la sua musica le veniva

Dritta dritta dal cuore ...

            - Era una musica dolce e suadente,

            Come il rumore di onde sulla riva.

            In certe notti con la luna piena ...

            - Come il vento sulla cresta dell’onda

            In una tiepida sera d’estate ...

            - Come il canto lontano e misterioso

            D’una voce perduta di sirena ...

Così lei, la piccola danzatrice,

Incominciò a danzare,

Prima ancora che i musici iniziassero

A suonar la loro musica ...

            - Tutti quanti, estasiati, la stettero a guardare ...

            - Tutti quanti, compreso il suo bel Principe ...

            - Compreso il suo bel Principe,

            Che continuava a guardarla, a sorridere,

            E a batterle le mani ...

 

(Compare anche il PRINCIPE, poco discosto dalla SIRENETTA che danza)

 

(A una voce)

 

La piccola sirena era ormai al settimo cielo,

Altezza davvero considerevole

Per lei che proveniva dagli abissi

Più profondi del mare,

Ma soprattutto altezza molto pericolosa ...        - Pericolosa? -

Pericolosa, sì, perché da lì

Più facile è cadere e farsi male,

Specie per un’abitante del mare,

Avvezza più a nuotare che a volare                    - Oooh! -

 

(A tre voci)

 

E infatti così accadde.                         - Che cosa accadde? -

Accadde che lei cadde.                       - Oooh ...

                                                                      - Ma come accadde? -

                                                                      - Ma quando accadde? -

 

(A una voce, più una risatina ripetuta)

 

Accadde mentre lei stava danzando

Un vorticoso passaggio di danza.

Il Principe, incantato, fece un commento.

«Par proprio di vedere

Un mulinello d’acqua», disse il Principe

Quindi una risatina di fanciulla                           - (risatina) -

Zampillò ad infrangere il silenzio,

Come sorgente d’acqua scaturita dal nulla.

Il Principe non si scompose affatto.

La Sirenetta continuò a danzare.

Poi, durante un passaggio più lento ed armonioso,

Il Principe, deliziato, di nuovo fece un apprezzamento:

«Sembra ora di vedere

Onde lunghe sulla spiaggia

In un giorno di bonaccia»

Di nuovo una risata risuonò nella stanza,

Questa volta sonora come cascata d’acqua,     - (risatina) -

Non si capiva se fosse risata

Di scherno rivolta verso la danza,

O d’apprezzamento verso il commento.

Nessuno tuttavia si voltò per vedere

Chi fosse che rideva.

Ma al terzo complimento del bel Principe

Seguì una terza risata di quella

Stessa voce, ancora più fragorosa,

Come un torrente in piena.                                 - (risata) -

E il Principe non potè fare a meno

Di voltarsi a guardare chi fosse mai colei

Che rideva così soavemente.

Così egli distolse la sua attenzione

Dalla piccola danzatrice muta,

Per rivolgerla in altra direzione ...         

 

(A tre voci)

 

                                                                       - E poi che cosa accadde?! -

 

Poi accadde che lei cadde, e lui neanche se ne accorse.

                                                                          - E poi? - E poi? -

(Il PRINCIPE scompare; LA SIRENETTA smette di danzare e cade al suolo)

                                                                        - Lui che cosa fece poi? - E lei? -

Lui passò tutta la notte a parlare

Con quell’altra ragazza graziosa e spiritosa.

Dimenticandosi la Sirenetta

E qualsiasi altra cosa.                           - E poi? - E poi? -

                                                                        - Che cosa accadde poi? -

E poi il giorno appresso, accadde lo stesso

E poi lo stesso il giorno appresso ancora.

E siccome si sa, da cosa nasce cosa,

In capo a un mese il Principe

S’era già fidanzato con quell’altra smorfiosa

Graziosa e spiritosa.                  - Oooh ... -

                                                          - E lei? - Che cosa fece lei, la Sirenetta? -

                                                          - Come la prese lei, la Sirenetta? -

La Sirenetta diventava sempre

Più cupa e silenziosa.

Ogni notte se ne andava a passeggio

Sulle mura a strapiombo sopra il mare,

E pensava e ripensava alla vita spensierata

Che faceva una volta in fondo al mare

Avrebbe voluto poter cantare

La sua disperazione.

Invece poteva solo danzare

Sulla musica triste

Che le saliva dal fondo del cuore, - Dal fondo del cuore ... -

                                                               - Dal fondo del mare ...

 

(LA SIRENETTA danza alla musica forse solo accennata della sua CANZONE)

 

Il Principe si stava per sposare

Con la smorfiosa incontrata alla festa.        - Che cosa poteva fare? -

Non c’era più nulla da fare ormai               - Che cosa poteva fare? -

Avrebbe voluto tornare a casa,

Nel suo Palazzo d’ambra e di conchiglia

Insieme con tutta la sua famiglia,               - Che cosa poteva fare? -

Ma proprio non sapeva come fare,  - No, non c’era più niente da fare ... -

Poiché non le era rimasto più nulla - No, non aveva più niente da dare  -

Da dare alla Vecchia Strega del Mare        - No, no, no, no -

Per contrattare la restituzione della coda di pesce,

In luogo delle gambe di fanciulla    - No. no - No, no - No, no, no, no ... -

   - Non aveva più niente da dare ... -

   - Tutto era perduto - No, no -

   - Tutto era perduto - No, no, no, no -

Ma una notte, sulla riva del mare,

Le parve di sentire, lontano e melodioso,

Un suono familiare:

Sì, sì, proprio così ...                                - Sì, sì! - Sì, sì: proprio così! -

Sì, sì, era il coro delle sue sorelle            - Sì, sì! - Sì, sì! -

Che la chiamava dal fondo del mare ...    - Sì, sì! - Sì, sì: proprio così! -

 

CORO DELLE SORELLE: (all’unisono, con la sovrapposizione       d’una voce che canta)

            Sorella, sorellina,

            Presta la tua attenzione

            Alla nostra canzone:

            Nulla, nulla è perduto,

            Finché qualcuno c’è

            Che accorre in tuo aiuto!

            (Pausa, solo il canto)

            Abbiamo fatto un patto

            Con la Strega del Mare,

            Perché tu possa tornare.

            Abbiamo sacrificato,

            Tagliato, dato in pegno

            Le nostre lunghe chiome

            In cambio d’un intruglio

            Ancora più potente

            Di quello precedente

            Che possa trasformare

            Le tue gambe di donna

            In coda di sirena,

            Ristabilendo così

            L’ordine naturale.

            (Pausa: solo il canto)

            Ora basta allungare

            La mano verso il mare

            Ed afferrare il filtro.

            Quando l’avrai afferrato

            Tu bevilo d’un fiato,

            Poi lasciati cadere

            Tra le onde del mare.

            Quindi potrai tornare,

            Così, come d’incanto,

            A nuotare e a cantare

            Come facevi un tempo ...

            Questa trasformazione

            Sarà definitiva.

            (Pausa: solo il canto)

            Speriamo tutto questo

            Ti serva di lezione.

            Per la vita futura:

            Non bisogna sfidare

            Le leggi di Natura.

 

(LA SIRENETTA protende la mano verso il mare, afferra un invisibile filtro, lo beve d’un fiato, scompare, per poi ricomparire, subito dopo, di nuovo con la coda, cantando, come conclusione, la sua solita CANZONE. Le sorelle le guizzano intorno improvvisando una danza di festa per il suo ritorno))