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Alla Galleria ItinerArte, Venezia, Rio Terà della Carità -Dorsoduro 1046 (accanto alle Gallerie dell'Accademia)

14 aprile - 1 maggio 2018, "Parafrasi veneziane"

Alla Galleria Cantiere Barche 14, Vicenza, Stradella Barche 14

14 gennaio-28 febbraio 2018, "Giorni di freddo", a cura di Paola Caramel

Alla Galleria ItinerArte, Venezia, Rio Terà della Carità -Dorsoduro 1046 (accanto alle Gallerie dell'Accademia)

5-14 settembre 2017, "Skylines et Silhouettes", nell'ambito della rassegna "AUT-OUT OF-F BIENNALE"

A Castel dell'Ovo, Napoli, nell'ambito del Progetto DRAMATIS PERSONAE.

Dal 16 gennaio al 14 febbraio 2016.

Virgilio Patarini - DRAMATIS PERSONAE 2016. Org.  Zamenhof Art, in collaborazione col Comune di Napoli - Assessorato alla Cultura, e col patrocinio dell'Unesco di Napoli.

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A Palazzo della Racchetta, Ferrara, via Vaspergolo 4,6,6a, Ferrara Art Festival -Extra Time

Dal 21 AL 30 agosto  2015:

Virgilio Patarini - EX-PO(st) 2015

personale antologica

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Presso il Complesso Museale Ricci Oddi. Piacenza, via S.Siro, 13

Dal 16 AL 22 maggio  2015:

Virgilio Patarini - EX-PO(st) 2015

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Alla Galleria Spazio Libero 8, Milano, Alzaia Naviglio Pavese, 8

Dal 18 AL 24 APRILE 2015:

Virgilio Patarini - Giovanni Drogo, NAVIGLI CORSARI E ALTRE STORIE

Alla Galleria del Rivellino, Ferrara, via Baruffaldi, 6

Dal 19 luglio al 3 agosto 2014:

Virgilio Patarini - Luigi Profeta, MEMORIE CONDIVISE

Alla Galleria 20, Torino,

Corso Casale, 85

Dal 10 al 23 maggio 2014:

Virgilio Patarini, ZIBALDONE 2014

Mostra personale di pittura

SPAZIO E, Milano

Stratificazioni

mostra bi-personale di Raffaele De Francesco e Virgilio Patarini

Dal 15 al 28 febbraio 2014

ROCCA VISCONTEA, Lacchiarella (MI), dal 30 nov. al 12 dicembre 2013:

LA RUGGINE E LA LUCE, mostra personale di Virgilio Patarini

 

Le streghe di Macbeth

 

Questo testo ha debuttato al Teatro Volta di Pavia nel giugno 2001 con la regia dell'autore stesso e con Daniela Frigione, Laura Rolandi, Donatella Sovico, Gilda Cozzi e Loredana Acquaviva nei ruoli delle streghe. Aiuto regista e luci: Riccardo Fritz Piricò. Musiche originali eseguite dal vivo di Pier Luigi Bentivegna  (pianoforte) e Fabrizio Banchellini (sint., chitarra, Theremin). Maschere e costumi: Valentina Carrera.

 

 

Dramatis personae.

 

Cinque streghe vestite di stracci.

 

 

Elementi di scena.

 

Un sacco o un vecchio baule con maschere, pupazzi, drappi, corone, pugnali e scettri di cartone: insomma il più trito e consunto armamentario teatrale.

 

 

I

 

Intorno ad un albero cavo tre streghe si aggirano cercando qualcosa o qualcuno. Una Quarta più giovane se ne sta in mezzo a loro imbambolata. Una Quinta osserva la scena divertita.

 

Prima strega: Macbeth!

Seconda strega: Macbeth?

Terza strega: Macbeth, Macbeth…

Prima strega: Dov’è? dov’ è?

Seconda strega: Dove si nasconde ?

Terza strega: Insomma, arriva o non arriva ?

Prima strega: Ormai dovrebbe essere qui da un pezzo.

Quarta strega:  Ma chi, di chi state parlando?

Prima strega: Di Macbeth!!!

Quarta strega: Macbeth! E chi sarebbe?

Prima strega: Macbeth, il Signore di Glamis.

Seconda strega: Macbeth, il Signore di Cawdor.

Terza strega: Macbeth che un giorno sarà re.

Quarta strega: E deve venire qui?

Prima strega: Presto, prestissimo, da un mese all’altro.

Seconda strega: Presto, prestissimo, da un giorno all’altro.

Terza strega: Presto, prestissimo, da un momento all’altro.

Prima strega: Presto.

Seconda strega: Prestissimo.

Terza strega: Praticamente adesso.

Quinta strega: (balzando fuori) Eh no!

Tutte: (in coro) No?!

Quinta strega: No, no, no, no, è ancora presto, troppo presto. Ancora non è l’ora, ora.

Prima, seconda e terza strega: Ah no?

Quinta strega: No, no, no, no, no, no.

Quarta strega: E quando sarà l’ora?

Prima strega: Presto, prestissimo, da un mese all’altro

Seconda strega: Presto, prestissimo, da un giorno all’altro

Terza strega: Presto, prestissimo, da un momento all’altro

Seconda strega: Quando il bello sarà brutto

Terza strega: Quando il brutto sarà bello

Prima strega: E balleremo al rombo del tuono

Seconda strega: Nella luce del lampo

Terza strega: Sotto una pioggia scrosciante

Quinta strega: Quando la battaglia sarà perduta senza scampo e vinta senza perdono.

Quarta strega: La battaglia, quale battaglia?

 

Risate generali.

 

Prima strega: Chiede quale battaglia...

Seconda strega: Non sa quale battaglia....

Terza strega: (rifacendo il verso alla Quarta) La battaglia, quale battaglia?

Prima, seconda e terza strega: (si guardano attonite e poi, insieme) La battaglia… quale battaglia?!

Quinta strega: (dispiegando e facendo svolazzare davanti ai loro occhi un enorme drappo) Questa battaglia!

 

Le prime tre si infilano prontamente sotto il drappo e mimano la battaglia mentre la Quinta racconta alla Quarta… Durante il racconto ogni volta che viene nominato Macbeth le prime tre escono dal telo e dicono : Prima strega:Macbeth, il Signore di Glamis; Seconda strega: Macbeth, il Signore di Cawdor; Terza strega: Macbeth che un giorno sarà re!

 

 

II

 

Quinta strega: Le sorti della battaglia erano dubbie e Macdonwald lo spietato aveva avuto rinforzi da ogni parte, ma il valoroso Macbeth......

Prima strega: (sbucando dal telo) Macbeth, il Signore di Glamis!

Seconda strega: (idem) Macbeth, il Signore di Cawdor!

Terza strega: (idem) Macbeth che un giorno sarà re!

Quinta strega: (redarguendo le altre) Piano, piano è ancora presto, troppo presto, ancora non è ora, ora. Per adesso Macbeth è solo e soltanto il signore di Glamis (riprende la narrazione) senza temere per la sua sorte, con la spada sguainata si apre il passo sino a piantarla nel ventre del ribelle. Ed ecco gli stendardi di Norvegia oscurano il cielo e raggelano il sangue nelle vene dei guerrieri di Scozia. Il re di Norvegia scende in campo ed al suo fianco si schiera il signore di Cawdor rinnegando e tradendo la causa di Scozia, ma il valoroso Macbeth...

Prima strega: Macbeth, il Signore di Glamis!

Seconda strega: Macbeth, il Signore di Cawdor!

Terza strega: Macbeth che un giorno sarà re!

Quinta strega: (redarguendo le altre) Piano, piano è ancora presto, troppo presto, ancora non è ora. Per adesso Macbeth è solo e soltanto il signore di Glamis… Egli affronta il re di Norvegia a singolar tenzone lo disarciona e lo disarma e fa prigioniero il traditore, il signore di Cawdor. Nel frattempo il re di Scozia Duncan, venuto a conoscenza del tradimento, condanna a morte il signore di Cawdor e proclama nuovo signore delle terre di Cawdor il valoroso Macbeth…

Prima strega: Macbeth, il Signore di Glamis!

Seconda strega: Macbeth, il Signore di Cawdor!

Terza strega: Macbeth che un giorno sarà re!

Quinta strega: Piano, piano per adesso Macbeth è ancora soltanto signore di Glamis e signore di Cawdor, ancora non è re e, soprattutto, ancora non sa né quello che è né ciò che sarà. Ma eccolo, eccolo che viene, è giunto il momento di incontrarlo.

Prima strega: Balliamo al rombo del tuono…

Seconda strega:Nella luce del lampo…

Terza strega: Sotto una pioggia battente…

Quinta strega: Ora la battaglia è perduta senza scampo e vinta senza perdono

Quarta strega: (perplessa) Perduta e vinta?

Quinta strega: Perduta dai ribelli e vinta dalla Scozia.

 

Rullo di tamburi e le streghe si nascondono. Compare il pupazzo di Macbeth, mosso dalla quinta strega…

 

Macbeth: La guerra fa strani scherzi e non ho mai visto un giorno così brutto e così bello!

 

Sbucano le prime tre streghe.

 

Prima strega: Salve Macbeth, signore di Glamis!

Seconda strega:Salve Macbeth, signore di Cawdor!

Terza strega:  Salve Macbeth, che un giorno sarai re!

Macbeth: (cercando invano di afferrarle) Fermatevi creature infernali, ditemi di più. Le vostre parole fatali sono chiare e oscure al tempo stesso. (Riflette tra sé e sé. Nel frattempo le streghe scompaiono).  So di essere signore di Glamis, ma il signore di Cawdor è vivo e vegeto e non credo abbia nessuna intenzione di cedermi il suo titolo né la sua terra. Quanto al fatto poi di diventare re, mi pare ancora più improbabile! (Rivolgendosi alle streghe scomparse). Ma, ditemi: chi vi ha fornito queste info...? (Si guarda intorno) Svanite! Svanite nell’aria ed in un soffio di vento. Ma c’erano davvero? Erano reali oppure senza saperlo ho mangiato la radice dell’albero della follia, che imprigiona la ragione e libera gli spettri della immaginazione? (Ripensando alla scena che ha appena visto).  Salve signore di Glamis, salve signore di Cawdor, Macbeth che un giorno sarai re…

 

Compare il pupazzo di Duncan, mosso da una delle streghe.

 

Duncan: Salve Macbeth, signore di Glamis!

Macbeth: (voltandosi di soprassalto) Chi diav.... Duncan! Salve a voi Duncan, mio amato cugino e re!

Duncan:  Salve, Signore di Cawdor!

Macbeth: Come?! Che dite signore, volete prendervi gioco di me. Io non sono il Signore di Cawdor. Perché mi vestite con gli abiti di un altro?

Duncan:  Mio amato cugino, il Signore di Cawdor era un porco, uno sporco traditore e l’ho condannato a morte! Pertanto ho deciso, a ricompensa del valore da voi dimostrato in battaglia, di nominarvi suo successore nelle Signoria di Cawdor..... Quindi salve Signore di Cawdor! La parola di un re é legge.

Prima strega: (scimiottandolo) La parola di un re é legge…

Seconda strega: (scimiottandolo) La parola di un re é legge…

Terza strega: Finché regge!

Macbeth: (inchinandosi profondamente ) Vi ringrazio, mio signore (a parte) la profezia si avvera... almeno per la prima parte.

Duncan:  Come dite?

Macbeth: Nulla, nulla. Vi ringraziavo per la mia buona sorte!

Duncan: Festeggeremo la vittoria e la vostra investitura domani stesso presso la vostra dimora con tutta la corte. Adesso andate, e di ogni cosa abbiate cura.

Macbeth: Sarà fatto, Sire. Scrivo due righe alla mia signora, congedo l’esercito di Scozia, dico due paroline agli ufficiali e poi monto in sella e parto.

 

Duncan sparisce.

 

 

III

 

Macbeth resta solo e da pupazzo diventa personaggio: la Quinta strega ne indossa la maschera.

 

Macbeth: Signore di Glamis e Signore di Cawdor. Due verità sono state dette, ma l’onore più grande deve ancora venire. Verrà? Spesso le creature della notte, per indurci al male, mischiano menzogna e verità e ci danno da bere questa mistura dolce amara che ubriaca e seduce a cattivi pensieri. Ma se fosse vero…  “Macbeth che un giorno sarà re”... No questa profezia non può essere cattiva. Se fosse una cattiva profezia non conterrebbe due terzi di verità. Io ero signore di Glamis. Oggi sono Signore di Cawdor. E domani..... domani sarò Re! No (cambio di tono) questa profezia non può essere buona. Se fosse buona, perché al pensiero di ciò che potrebbe accadere mi si rizzano i capelli sulla testa e il mio cuore in petto si arresta? Le paure della mente sono più tremende di quelle reali ed i cavalli dell’immaginazione corrono più veloci dei più veloci destrieri di razza e precedono di qualche lunghezza l’azione.......

 

Le prime tre streghe si muovono intorno a Macbeth, il quale non le vede né le sente, ma oscuramente ne percepisce i suggerimenti…

 

Prima strega: L’azione, quale azione?

Seconda strega: A che cosa pensi, Macbeth, Signore di Glamis?

Terza strega: Che cosa ti arrovella, Macbeth, Signore di Cawdor?

Prima strega: Che cosa architetta la tua mente all’ombra di se stessa?

Macbeth: No, no non farò nulla. Se la nostra sorte vuole che io sia Re, ebbene sia la sorte a incoronarmi. Io non farò nulla . Accada quel che accada. Il tempo vola in questo giorno così bello e così brutto E’ ora che io vada ; troppo a lungo la mia signora é rimasta sola.

 

 

IV

 

La Quinta strega toglie la maschera…

 

Quinta strega: Ecco, la ruota del destino ha fatto il primo giro. Il valoroso Macbeth é rimasto intrappolato dentro un ingranaggio; ha preso il cammino della sua cattiva sorte. Questo é solo un assaggio. Egli crede di procedere in linea retta e non sospetta che la sua strada scivola ad ogni passo, sempre più in fretta nelle spirali sempre più corte di un circolo vizioso ... Ovunque egli vada, di contrada in contrada, qualunque cosa accada, sfoderi o trattenga la sua spada, non cambia la strada.

 

Durante la breve tirata della Quinta strega le prime tre tirano fuori un foglio di carta con il quale cominciano a giocare facendolo svolazzare qua e là per il palco.

 

Quarta strega: (incantata dal foglio svolazzante) Ma… che cos’è?

Quinta strega: Una lettera.

Quarta strega: (ancora incantata dal foglio svolazzante) Una lettera? Che lettera?

Quinta strega: La lettera che Macbeth ha scritto alla sua signora.

Quarta strega: (sempre incantata dal foglio svolazzante) E che c’è scritto?

Prima strega: (con in mano il foglio svolazzante) Parla di noi, parla di noi Macbeth, il signore di Glamis!

Seconda strega: (rubando il foglio svolazzante) Macbeth, il signore di Cawdor!

Terza strega: (rubando il foglio svolazzante) Macbeth, che un giorno sarà re!

Quarta strega: (sempre incantata dal foglio svolazzante) E che dice?

 

Risate.

 

Prima strega: (con in mano il foglio svolazzante) Dice che lo abbiamo incontrato e che lo abbiamo chiamato…

Seconda strega: (rubando il foglio svolazzante) … apostrofato….

Terza strega: (rubando il foglio svolazzante) … profetizzato….

Prima strega: Macbeth, signore di Glamis!

Seconda strega: Macbeth, signore di Cawdor!

Terza strega: Macbeth, che un giorno sarai re!

Quarta strega: Ah, ecco… E poi?

Quinta strega: E poi racconta del re, che è arrivato e l’ha nominato Signore di Cawdor…

Seconda strega: (trionfante) Macbeth, signore di Cawdor!

Terza strega: E così s’è avverato, per metà, quello che abbiamo profetizzato!

 

 

V

 

Nel frattempo la Prima strega ha indossato la maschera di Lady Macbeth ed, afferrata la lettera, si è messa a passeggiare su e giù leggendola tra sé e sé. 

 

Quinta strega: Ecco, adesso la lettera. è arrivata a destinazione…

Quarta strega: E poi? Che dice?

Lady Macbeth (Prima strega): (presa dalla lettura della lettera) Dice che non devo fare menzione di ciò con nessuno … Ah, Macbeth, mio signore… Signore di Glamis lo sei: E di Cawdor lo sei diventato. E presto sarai quel che ti è stato promesso. Ma temo la tua natura ancora troppo pura per saper scegliere una scorciatoia. Basterebbe che il re muoia e il re saresti tu…

Terza strega: (sottovoce) Macbeth, che un giorno sarai re!

Lady Macbeth : Certo non ti manca l’ambizione; ma la ma­lizia nel tuo cuore arranca… Vorresti vincere, sì, ma senza bara­re. E dalla paura di sbagliare la tua anima non si affranca

Seconda strega: (sottovoce, insinuante) Ma se una donna gli si affianca, capace di infondergli coraggio…

Terza strega: (sottovoce, insinuante) Capace di fargli ampliare il suo raggio d’azione…

Quinta strega: (sottovoce, insinuante) Capace di fargli balenare il miraggio dell’incoronazione…

Terza strega: (sottovoce, insinuante) Capace di fargli intendere che può compiere l’azione, senza pagarne il pedaggio…

Lady Macbeth: Eh, si… se una donna gli si affianca, capace di fargli intendere che può compiere l’azione e farla franca…

Quarta strega: L’azione? Quale azione?!

 

Risate generali…

 

Lady Macbeth: Corri qui presto, Macbeth, in fretta…

 

Una strega afferra la maschera di Macbeth e comincia a farla svolazzare. Un’altra, poco dopo, quella del Re Duncan…

 

Seconda strega: (sottovoce, incalzante) In fretta, Macbeth, in fretta… La tua sorte ti aspetta…

 Terza strega: (sottovoce, incalzante) In fretta, Macbeth… in fretta… La tua donna ti aspetta…

Quinta strega: (sottovoce, incalzante) In fretta, Macbeth, in fretta… La tua morte ti aspetta…

Lady Macbeth: Ecco, il re Duncan ora si avvicina… E il corvo fa sentire la sua voce… Il fiume della sua vita s’avvicina alla foce… Ecco…Perfino la voce del corvo si fa più roca nel gracchiare l’in­gresso del re sotto le mie mura. Più fioca si fa la fiamma della sua vita, presto tra le mie mani, presto tra le mie dita. Presto, molto presto… Prima di domani. Questa notte stessa. Veni­te adesso, Spiriti della Notte, che presiedete ai pensieri di morte, sorgete dal Regno dell’Ombra…

 

Le streghe danzano in cerchio intorno a Lady M. ed eseguono una sorta di sabba, ripetendo in coro le parole della Lady.

 

Lady Macbeth: Cancellate il mio sesso…

CORO DELLE STREGHE: Cancelliamo il tuo sesso…

Lady Macbeth:  Strappate dal mio petto la paura…

CORO DELLE STREGHE: Strappiamo dal tuo petto la paura…

Lady Macbeth: Colmatemi di crudeltà!

CORO DELLE STREGHE: Ti colmiamo di crudeltà!

Lady Macbeth: Più nero e più denso rendete il mio sangue…

CORO DELLE ALTRE STREGHE: Più nero e più denso rendiamo il tuo sangue…

Lady Macbeth: Sbarrate ogni accesso al rimorso…

CORO DELLE ALTRE STREGHE: Sbarriamo ogni accesso al rimorso…

Lady Macbeth: Nessuna pietà infici il mio disegno mor­tale o ne attenui l’effetto!

CORO DELLE ALTRE STREGHE: Nessuna pietà inficerà il tuo disegno mor­tale o ne attenuerà l’effetto!

Lady Macbeth: Ecco il mio seno di donna: sradicate dal mio cuore ogni bagliore d’umanità!

CORO DELLE ALTRE STREGHE: Sradichiamo dal tuo cuore ogni bagliore d’umanità!

Lady Macbeth: Nera, oscura notte, vieni: io ti chiamo. Vieni e ammantati del fumo dell’inferno, perché il mio coltello affilato non veda i colpi che infligge, né il cielo pos­sa scorgere l’inganno che tramo oltre la coltre di tenebre ed intervenga ad evitare il danno…

 

 

VI

 

Le streghe dispiegano un panno nero alle spalle di Lady Macbeth. Entra Macbeth.

 

Lady Macbeth: Grande Glamis! nobile Cawdor! E più di en­trambi, secondo gli auspici. La tua lettera mi ha trasportato oltre l’insulsa ora presente: e in questo istante già sento il glorioso futuro che pulsa.

Macbeth: Amore mio, il re sta arrivando. Sarà qui questa sera.

Lady Macbeth: Per andarsene quando?

Macbeth: Domani.

Lady Macbeth: E tu spera che il sole non veda quel domani!

Macbeth: Che cosa intendi dire?

 

Dal telo nero alle spalle dei due compare una corona  di cartone…

 

Lady Macbeth: Mio Signore, il tuo viso è un libro è un libro aperto (gli passa le mani sul volto poi afferra la corona di cartone e la fa oscillare davanti ai suoi occhi come un ipnotizzatore) Cela i tuoi neri pensieri, non lasciarli allo scoperto. Nascondili dietro un sorriso.

Macbeth: Di quali pensieri parli?

Lady Macbeth: (continuando a fargli oscillare la corona davanti agli occhi come un ipnotizzatore) Fingiti innocente come un fiore, ma sii il serpente che vi si appiatta. Inesorabile come la cattiva sorte. Metti al riparo i tuoi pensieri di morte dietro una coltre di finzione. E preparati all’azione.

Macbeth: Azione? Quale azione?

Quarta strega: (sbucando da dietro il telo) E’ quello che chiedo anch’io! Quale azione?!

Lady Macbeth: (c.s.) L’azione fatale che ci condurrà all’incoronazione.

Macbeth: L’ambizione è una molla pericolosa: una spinta troppo forte che anziché farti montare in sella può disarcionarti.

Lady Macbeth: (c.s.) Ma la corona è un rimedio ad ogni male. Ripaga d’ogni caduta.

Macbeth: (ipnotizzato) La corona, si… la vedo…

Lady Macbeth (Prima strega): (c.s.) … l’incoronazione… l’azione… il pugnale…

Macbeth: (c.s.) La corona, si… l’azione… si… Ma dove? Quando?

Lady Macbeth: (c.s.) … Un giorno o l’altro fa lo stesso. Un posto o l’altro fa lo stesso…

Macbeth: (c.s.) Si, si…Un giorno o l’altro …

CORO DELLE STREGHE: Un giorno o l’altro fa lo stesso! Un posto o l’altro fa lo stesso!

Lady Macbeth: (c.s.) … Un giorno o l’altro fa lo stesso. Un posto o l’altro fa lo stesso… Perciò meglio qui, ora, adesso! Se dev’essere fatto che sia fatto presto. Tu pensa al pugnale, che io penso al resto.

Macbeth: (c.s.) Il pugnale? Quale pugnale?

 

Dal telo nero alle spalle dei due compare un pugnale di cartone.

 

Lady Macbeth: (gettando alle sue spalle la corona di cartone e afferrando o indicando il pugnale) Questo!

Macbeth: (con improvviso stupore) E’ un pugnale questo che vedo. Fatti prendere. Mi sfuggi, eppure continuo a vederti, vista fatale che può eludere il tatto. Che strano fatto è questo? Che magia? Che sortilegio? Quale malata fantasia ti ha partorito? La mia? Si. Forse è un’arma immaginaria, un’illusione dei miei sensi scossi dalla febbre dell’ambizione… Oppure un miraggio fatto d’aria… Sei qui ancora? Tangibile, ma inafferrabile, mi precedi mentre procedo nel mio viaggio all’inferno. Gli occhi sono schiavi degli altri sensi? Ti vedo, e adesso la lama e l’impugnatura si coprono di sangue. Questa cosa non esiste E’ la natura infernale della mia azione che mi chiama. È il fantasma della mia perdizione.

 

Nel corso del monologo di Macbeth, Lady Macbeth estrae dal solito sacco un fiasco di vino, ne tracanna un sorso e poi scompare per qualche tempo dietro la tenda nera che nel frattempo le altre streghe continuano ad agitare sul fondo. Poi, verso la fine del monologo di Macbeth ricompare.

 

Macbeth: Dorme ora una metà del mondo e sogni oscuri scuotono il fitto sipario del sonno. Le streghe celebrano il loro rituale infernale, il lupo ulula al Delitto. Terra solida e ferma, ignora le tracce dei miei passi; tacciano il mio cammino i tuoi sassi e non turbino il cupo e necessario silenzio di quest’ora. Io mi perdo in vane minacce, e lui vive ancora: sulla fiamma dell’azione soffia troppo gelido l’alito delle parole.

Lady Macbeth:  Va’, mio signore, ed agisci! Entra e colpisci con furore. Ti ho preparato il terreno. Irrompi e colpisci senza freno. Quelli là dentro han fatto il pieno. Ciò che mi ha dato coraggio li ha impregnati come uno straccio e li ha stesi come panni al sole. Questione di proporzione: un assaggio dà coraggio, un barile fa dormire. Adesso ascolta le mie parole. Dopo che l’avrai trafitto ed ucciso, imbratta le mani ed il viso degli uomini della sua scorta, quelli che ronfano beati davanti alla sua porta, così che possa cadere su di loro la colpa del delitto. Adesso va’, mio signore, ed agisci! Entra e colpisci con furore.

CORO DELLE ALTRE STREGHE: (in crescendo, più volte) Va’, mio signore, ed agisci! Entra e colpisci con furore!

 

Suono di campana.

 

Macbeth : Ecco, adesso vado, entro, l’ammazzo ed è cosa fatta: la campana mi chiama. Duncan, non ascoltarla, il suo rintocco segna l’ora della tua disfatta.

 

 

VII

 

Quinta strega: (si toglie la maschera di Macbeth) Ecco. Adesso la ruota del fato ha fatto un altro giro. Senza che se ne accorga Macbeth, il Signore di Glamis, Macbeth il signore di Cawdor, Macbeth che sta per diventare re, si trova sempre più avvinghiato nei lacci funesti del suo destino. Egli cede alle lusinghe di una immeritata buona sorte, ma presto cadrà nelle braccia della morte. Ma di questo ora è meglio che taccia. E’ ancora presto, troppo presto. Ancora non è l’ora, ora.

Quarta strega: Ah, no?

Quinta strega: No.

Quarta strega: E allora che ore sono?

Quinta strega: Sono le ore in cui il re Duncan muore e viene eletto suo successore…

Quarta strega: Successore? Quale successore?

Quinta strega: Macbeth!

Prima strega: Macbeth, signore di Glamis!

Seconda strega: Macbeth, signore di Cawdor!

Terza strega: Macbeth, che oggi, finalmente, è diventato re!

 

Le streghe ballano una specie di tarantella.

 

Quarta strega: E poi?

 

Le streghe si arrestano, e restano in ascolto

 

Quarta strega: Ssst, zitta, zitta, non dirmi niente! Provo ad indovinare. E poi… e poi… E poi vissero tutti felici e contenti!

Quinta strega: (la guarda scoraggiata) E poi il giorno stesso dell’incoronazione, durante il banchetto di festeggiamento, accade un fatto che rende sgomento il povero Macbetto… (animando la maschera di M.) si presenta al suo cospetto… (compare la maschera di Duncan agita da una delle altre streghe) Duncan! Lo spettro del re assassinato, con in mano lo scettro e il capo insanguinato…

Quarta strega: (facendogli strada) Prego, Sire, colga l’occasione per venirsi a sedere al suo posto sul suo… seggiolone…

 

Le  altre streghe sollevando il telo nero compongono la sagoma di una sorta di trono sul quale campeggia la maschera di Duncan.

 

Prima strega: (sbucando fuori, suggerisce) Trono, non seggiolone…

Quarta strega: (correggendosi) Sul suo… trono… a forma di seggiolone…

Macbeth (Quinta strega): Ma il posto è occupato. Chi diavolo ha osato…

Quarta strega: Sire, che dice? Chi mai potrebbe ardire… Chi mai potrebbe osare di rubarle il posto?

Terza strega: (sbucando fuori, commenta) Quello stesso a cui l’ha rubato lui!

Macbeth : Ecco. Questo è il giorno del Giudizio Universale. Il Mondo è rovesciato. I morti fanno ritorno! L’inferno è scoperchiato… Dal profondo d’un girone infernale, dalle acque dello Stige, riemerge l’effigie di questo spirito dannato… Vattene spirito immondo!

Quarta strega: Sire, che dice? Vaneggia? Nessuno è seduto sulla sua seggia!

Macbeth: Vattene, ti dico! Torna da dove sei venuto. Sparisci sottoterra. Allontana dalla mia vista la tua carne a brandelli. Tornatene dagli spiriti dannati tuoi fratelli, nel ventre della terra, tra le spire dell’Inferno che voi tutti afferra. Rinserra quella bocca spalancata, ricacciati nella gola il tuo grido senza voce. La tua maledizione non mi tocca. Tornatene nella Valle della morte. Non sarai tu a mettermi la croce sulle spalle. L’azione che ho compiuto ha mutato la mia e la tua sorte. Questo è un giorno bello e brutto: il giorno della tua morte e il giorno della mia incoronazione. E questo non si cambia. Ciò che è distrutto non fa ritorno…

 

Scompare la maschera di Duncan.

 

Macbeth: Ecco, se n’è andato. Ma si tratta certo di un brutto segno, un segno di cattivo auspicio. L’apparizione di un morto reclama altri morti. Sangue chiama sangue. Il mio regno è appena sorto e già langue: si allunga su di esso l’ombra di un maleficio. Voglio saperne di più su questa storia. Quale nube si addensa ad oscurare la mia gloria? Pensa, Macbeth, pensa: chi potrebbe esserti d’aiuto in questo frangente? Chi, tra tanta gente, può prevedere quali mali si avvicinano alla tua corona, quali mali incombono sulla tua persona…

 

Le tre streghe si fanno avanti, sgomitano per farsi notare.

 

Macbeth: Chi?

Quarta strega: Già, davvero: chi?

 

Le tre streghe si fanno avanti, e sgomitano ancora di più per farsi notare.

 

Macbeth: Chi? Le tre sorelle fatali!

Quarta strega: La Nina, la Pinta e la Santa Maria.

 

 

VIII

 

Le tre streghe si mettono a danzare in girotondo, simulando di preparare un filtro, un intruglio… Macbeth si eclissa.

 

Prima strega: Tre volte il gatto con la rogna ha miagolato…

Seconda strega: Tre volte il sorcio di fogna ha squittito…

Terza strega: Tre volte il lupo carogna ha ululato:

Tutte e tre: E’ l’ora! E’ l’ora! E’ l’ora! (girando intorno) Gira, vecchia, gira intorno alla secchia…

Prima strega: Getta nell’acqua che scotta ventresca di fagiana morta, polpa trita e contrita, carne morta e risorta e poi morta di nuovo e ormai putrefatta.

Seconda strega: Polvere di una pianta che si piglia a Marsiglia e che assomiglia alla famiglia della vaniglia.

Terza strega: Poltiglia di una carcassa di carogna di una canaglia ritrovata incagliata in una fogna…

Prima strega: Fanghiglia di terra sconsacrata…

Seconda strega: Ciglia di meretrice…

Terza strega: Denti di cane…

Prima strega: Lische di capitone…

Seconda strega: Frattaglie di salmone…

Terza strega: Brandelli di una cena…

Prima strega: Capelli di sirena…

Seconda strega: Veleno di murena…

Terza strega: Punta arrugginita di spada…

Prima strega: Scaglie di luna…

Seconda strega: Maglie di una vecchia corazza…

Terza strega: fegato di un somaro che stramazza…

Prima strega: E alla fine, ancora, ventresca di fagiana morta, polpa trita e contrita, carne morta e risorta e poi morta di nuovo e ormai putrefatta. Perché il cerchio si chiuda, e il rito si concluda ...

Tutte e tre: E’ l’ora! E’ l’ora! E’ l’ora! (girando intorno) Gira, vecchia, gira intorno alla secchia…

Prima strega: Poi gira, mesci, mischia…

Seconda strega: Mescola la brodaglia…

Terza strega: E tutto quanto è fatto.

Prima strega: Il miscuglio è finito…

Seconda strega: L’intruglio preparato…

Terza strega: Il rito perpetrato ...

Prima strega: Non ci resta che berlo.

Seconda strega: E aspettarne l’effetto.

Terza strega: Prima che si presenti al nostro cospetto…

Prima strega: Sua maestà Macbetto!

 

 

IX

 

Macbeth ricompare, maschera o pupazzo non importa, mosso dalla Quinta strega.

 

Macbeth: Cercavo di voi tre.

Prima strega: (con un profondo inchino) Siamo qui per servire il nostro unico sire…

Seconda strega: (imitando goffamente il gesto) Siamo qui per servire il nostro unico re…

Terza strega: (a parte) Solo che non sei te.

Prima strega: (c.s.) Siamo al servizio della corona…

Seconda strega: (c.s.) …e della maestà sovrana…

Terza strega: (a parte) … del Diavolo in persona.

Macbeth: (sta per parlare)

Prima strega: Zitto, non dire nulla! Facci indovinare, che tutto sommato questo è il nostro mestiere di vecchie megere.

Seconda strega: Tu sei qui perché sei stato turbato da un inquietante evento…

Prima strega: Uno strano accadimento che si è verificato in un ricevimento…

Seconda strega: Qualcuno è arrivato e ti ha rubato il posto…

Prima strega: Trattatasi di spettro con tanto di corona, stola e scettro…

Seconda strega: Il fantasma di un re, direi così a occhio e croce, il quale ti accusava senza voce…

Macbeth: (meravigliato) Straordinario! Avete indovinato ogni cosa, care le mie befane.

Terza strega: (a parte) Lo credo bene, te lo abbiamo mandato noi lo spettro, gran figlio di un cane!

Macbeth: (un poco insospettito) Come dici, scusa?

Terza strega: Dicevo che far questo è il nostro pane.

Prima strega: Ma tu vorrai sapere a questo punto, Macbetto, se questo maleficio…

Seconda strega: … è un segno di cattivo auspicio…

Macbeth: Questo appunto è quello che sospetto...

Prima strega: …E se sono a rischio la tua corona

Seconda strega: …e soprattutto la tua regal persona

Prima strega: … e quella della tua signora.

Macbeth: Non hai sbagliato un colpo, fino ad ora!.

 

Una delle tre vecchie streghe toglie dal fuoco l’orribil mistura che avevan poco prima finto di preparare, e ne versa un poco sul fuoco immaginario, che all’istante sprigiona un fumo denso e molto colorato.

Le tre vecchie befane si mettono a ballare in mezzo al fumo. Macbetto le guardava imbambolato.

Al settimo giro di quel balletto prendono a gridare parole strane, con voce cupa e forte che rimbomba, con voce di oltretomba…

 

Prima, seconda e terza strega: (in coro, in un parossistico crescendo)

Per la sorte della tua corona,

e per la morte della tua persona

non devi nutrire paura alcuna…

Per la sorte della tua corona,

e per la morte della tua persona

non devi nutrire paura alcuna…

Per la sorte della tua corona,

e per la morte della tua persona

non devi nutrire paura alcuna…

Finché non vedrai una foresta

risalire la cresta di una verde collina,

avanzare, farsi sempre più vicina…

Finché non vedrai una foresta

risalire la cresta di una verde collina,

avanzare, farsi sempre più vicina…

Finché non vedrai una foresta

risalire la cresta di una verde collina,

avanzare, farsi sempre più vicina…

Scalare le mura della tua rocca,

fin sulle vette della tua fortuna.

Fino allora non avere paura…

Scalare le mura della tua rocca,

fin sulle vette della tua fortuna.

Fino allora non avere paura…

Scalare le mura della tua rocca,

fin sulle vette della tua fortuna.

Fino allora non avere paura…

 

Le tre streghe scompaiono in un turbine di fumo. Macbeth resta perplesso.

 

 

X

 

Quinta strega: Dopo aver ripetuto per tre volte questa oscura filastrocca, ciascuna delle tre sorelle chiude la bocca, prende e getta una manciata di polvere sulla fiamma, e scompare. Macbeth rimane piantato lì, perplesso, rimuginando tra sé  quello che hanno appena detto quelle tre. Per lungo tempo se ne sta così, ripetendo l’oscura tiritera, finché scende la sera,

e se ne torna a casa per raccontare tutto alla sua sposa. Ma quando giunge alla sua dimora, l’attende una vista spaventosa: tutta spettinata e scalza s’aggira per la casa la sua bella signora. Con gli occhi spiritati arsi dal sole e dalle notti insonni borbotta tra sé, si sfrega le mani, come se si lavasse, e ripete a tutti, ogni due per tre, le stesse parole…

 

Entra Lady Macbeth.

 

Lady Macbeth: (sconvolta)  La macchia… questa macchia… vorrei che se ne andasse… La vedi questa macchia? Questa qua! Io lavo, sfrego, ma non se ne va! La macchia… questa macchia… vorrei che se ne andasse…

Macbeth: (avvicinandosi, sottovoce) Ascolta, mia regina, quelle che porto sono buone nuove: le tre orribili vecchie hanno letto nel nostro destino e predetto un futuro tranquillo: finché un certo bosco non si muove, hanno detto, noi siamo a posto… E io non conosco al mondo bosco d’alberi o ammasso d’arbusti che si sposti d’un passo o vada camminando addirittura da un posto all’altro. Perciò deduco che siamo in salvo. Capisci, mia signora?”

Lady Macbeth: (senza neppure vederlo)  La macchia… questa macchia… vorrei che se ne andasse… La vedi questa macchia? Questa qua! Io lavo, sfrego, ma non se ne va! La macchia… questa macchia… vorrei che se ne andasse…

Ci sono altre macchie anche là sotto, e sangue dappertutto...

Macbeth: (scuote il capo sconsolato e le sussurra afflitto) Hai bisogno di cure. Mando subito a chiamare il dottore….

Quinta strega: (riponendo la maschera o il pupazzo di Macbeth) Vengono chiamati dottori e medici da ogni parte del regno e dai dintorni. Per giorni e giorni e giorni specialisti d’ogni sorta accorrono: dall’Inghilterra ne vengono tredici, sedici dalla Scozia ed altri ancora da qualche altra terra. Varcano la porta del castello, la visitano, l’esaminano, ma quella continua a straparlare di macchie immaginarie e altre follie, e combina stramberie, e non dorme mai, e nessuno capisce l’origine dei guai che le minano a fondo il cervello. Ogni volta che un dottore varca la porta della stanza lei si alza, fa una specie di danza intorno a quello, poi gli dice in faccia…

Lady Macbeth: Ecco un altro lavandaio… Avanti! Siete venuto per la macchia, non è vero? Prego, si metta i guanti… Sapesse, è un vero guaio! La macchia… questa macchia… vorrei che se ne andasse…

Quinta strega: E via di questo passo. Non fosse  una vera tragedia, sarebbe davvero uno spasso. (Pausa. cambio di tono) Nessuno trovò mai un rimedio. La povera regina in pochi giorni non fece più un passo, non varcò più la porta, non si alzò più dal letto… finché una mattina il povero Macbetto la trovò morta sotto le coperte. Proprio in quell’istante si udì qualcuno dare l’allarme da sopra gli spalti…

Prima strega: Vedetta, quali nuove?

Seconda strega: La foresta si muove!

Quarta strega: Come scusa?!

Seconda strega: La foresta si muove!!

Quarta strega: Mostrami le prove!

Seconda strega: (estraendo da sotto la sua veste delle frasche si mette a scudisciarla) Eccole! Eccole le prove!

 

Ricompare  Macbeth.

 

Prima strega: Mio sire, Macbetto, arrivo ora dal parapetto…

Macbeth: Parapetto?

Prima strega: Sì, insomma, dai bastioni del contrafforte… e porto presagi di morte. La foresta si muove!

Macbeth: Che dici, vecchia matta?!

Prima strega: Dico che ogni fratta, e alberi, rami, foglie, rovi… insomma tutte quelle cose che messe insieme fanno una foresta… ebbene avanzano, si muovono, vengono verso di noi… Nessuno li arresta!

Macbeth: Ma che follia è mai questa? Non si è mai vista una foresta che avanza e non s’arresta…

Prima strega: E invece si, mio sire, parrebbe sia così: la foresta di Birnam risale la china, lungo la cresta della verde collina, avanza, si fa sempre più vicina… Chiedo congedo per poter salire sopra di uno spalto e da lassù in alto approfondire l’oscura questione e scoprirne la ragione.

Macbeth: Va, corri, e torna a riferirmi.

 

La prima strega esce.

 

Macbeth: Sono interdetto. Risuona sordo nel mio cervello, come un ritornello, la tiritera delle tre vecchie maghe, e quelle parole vaghe appaiono ora una cosa vera: “… finché non vedrai la foresta risalire sulla cresta della verde collina, avanzare, farsi sempre più vicina, scalare le mura della tua rocca, fin sulle vette della tua fortuna…” Così dicevano le vecchie. Ed ora, ecco, davvero una foresta mi si fa incontro.

 

Prima strega: (rientrando) Tradimento! Inganno, mio signore! Una frode è stata oggi perpetrata. Le truppe dei soldati traditori, come topi o conigli roditori, hanno tagliato rami, foglie e fronde per nascondere la loro avanzata. Son soldati imboscati e travestiti quelli che risalgono la collina, e non foresta d’alberi impazziti. Non è dunque magia, bensì astuzia militare e codardia questo avanzare sotto mentite spoglie tra rami, alberi, cespugli e foglie, e scalare le mura della rocca.

Macbeth: Ecco, s’è avverata la profezia in ogni singolo aspetto. Annunciata dalla tua ignara bocca la fine è arrivata per sua maestà Macbetto.

Quinta strega: (riponendo la maschera o il pupazzo di Macbeth) Ed era davvero la fine. La ruota del destino del povero Macbetto aveva fatto il suo ultimo giro: era un nodo scorsoio, un cappio intorno al collo. Il castello fu preso, conquistato. E Macbetto impiccato. Poi il fuoco fu appiccato. Pare che delle vecchie fattucchiere siano state viste ballare intorno a quel castello, il giorno che quello bruciava, e spargere al vento quelle macerie nere…

 

Si accenna ad un Sabba finale di tutte le streghe.

 

Quarta strega: Scusate, ma c’è una cosa che non ho capito bene… Ma noi siamo buone o cattive?

 

La Quarta strega viene strattonata, presa a calci  e zittita in malo modo. E si scatena il  Sabba finale.